Giornata della Memoria - 21 marzo

don Puglisi, un sorriso contro la mafia.

Era un uomo solo, disarmato.
Per fermarlo lo chiamarono padre, perché era un sacerdote.
L'assassino, 28 anni, 13 omicidi alle spalle, teneva in pugno una pistola col silenziatore. Un altro, mentendo, disse: "E' una rapina".
L'uomo disse solo tre parole: "Me lo aspettavo".
Sorrise, come faceva sempre con tutti.
E fu l'ultimo dei suoi sorrisi.

"C'è un aspetto particolare nei martiri dei nostri giorni: essi vengono uccisi non perché credono, ma perché amano; non in odio della fede, ma in odio dell'amore" Don Pino è stato ucciso perché la mafia non poteva tollerare l'amore con cui egli si dedicava a sottrarre i giovani alla strada e alla malavita. La testimonianza che Salvatore Grigoli, l'assassino di don Puglisi, ha reso pubblicamente dopo essersi convertito, conferma che, per estirpare la mafia non basta il coraggio delle forze dell'ordine, (o) i politici e i magistrati onesti. La forza per sconfiggere la mafia è l'amore, la carità alimentata dalla fede, che sola può trasformare le coscienze, cambiare la mentalità, la cultura e la vita." (padre Bartolomeo Sorge, gesuita, direttore a Palermo del centro "Pedro Arrupe")
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