questo blog è un piccolo spazio dove percepisci alcuni momenti della vita quotidiana di un piccolo borgo, di una comunità di viventi che crede ancora di essere... che vive, che soffre e lotta per la sua identità e le sue tradizioni
lunedì 4 marzo 2019
In Marcia per Ricordare ... per dire NO alla Mafia
venerdì 9 ottobre 2009
La Cultura Mafiosa!
7 10 2009 su agrigentonotizie:
"Le nostre chiese, Eccellenza, hanno bisogno di tanta, ma tanta attenzione. E noi gliela daremo in tutti i modi. E sono sicuro che le imprese di Favara non mancheranno. Le ditte delle famiglie Valenti e Pitruzzella certamente allungheranno la mano e io ne sono convinto". Sono le parole di don Nino Giarraputo, neo arciprete di Cattolica Eraclea, pronunciate nel corso della cerimonia del suo insediamento, avvenuto lo scorso 4 ottobre all'interno della chiesa del Rosario.Il sacerdote ha infatti voluto sottolineare all'arcivescovo di Agrigento, monsignor Francesco Montenegro, presente in quella occasione, che la chiesa da lui "diretta" avrà bisogno di più attenzione da parte di tutti, convinto che anche le imprese appartenenti alle famiglie Valenti e Pitruzzella di Favara, note già da anni alla Direzione distrettuale antimafia come "vicine" alle cosche mafiose, faranno la loro parte. Il filmato della cerimonia di insediamento di padre Giarraputo è stato pubblicato su Youtube e sul sito Cattolicaeracleaonline. Le due ditte di Favara nominate da don Giarraputo sono riconducibili a persone arrestate negli anni Ottanta e Novanta con l'accusa di associazione per delinquere di stampo mafioso. Uno dei fratelli Valenti venne arrestato nel 1999 perché ritenuto vicino alla famiglia mafiosa di Favara. Santo Pitruzzella, titolare dell'omonima ditta, venne pure arrestato nel 1988 per mafia. Suo padre Gioacchino Pitruzzella è stato indicato come "uomo d'onore" dal pentito Antinino Calderone. Le ditte di Valenti e Pitruzzella hanno costruito a Favara la chiesa dei Santissimi apostoli Pietro e Paolo, dove don Giarraputo è stato parroco prima di essere trasferito a Cattolica Eraclea.Una vicenda che ricorda molto la "bufera" provocata dalle dichiarazioni del presidente dell'Akragas Calcio, Gioacchino Sferrazza, che dedicò una vittoria della sua squadra al presunto boss mafioso di Palma di Montechiaro, Nicola Ribisi. Per quel gesto, la Procura della Repubblica aprì un'inchiesta e tutt'ora a Sferazza è vietato entrare negli impianti sportivi.
8 10 2009 su agrigentoweb:
“Non capisco il clamore che stanno suscitando le mie parole. Ho solo ringranziato l’impresa che ha realizzato i lavori di costruzione e manutenzione nella chiesa di Favara dove sono stato prete per tre lustri”. Don Nino Giarraputo, neo arciprete di Cattolica Eraclea, spiega così il ringraziamento fatto alla ditta di Favara durante la cerimonia di insediamento, alla presenza del vescovo di Agrigento Francesco Montenegro, quale nuovo arciprete di Cattolica Eraclea. Durante la cerimonia, don Nino Giarraputo ha ricordato che “le chiese hanno bisogno di tanta attenzione e che le ditte, così come è successo a Favara, non mancheranno di dare il proprio contributo”. Il video della cerimonia è finito su Youtobe, sollevando delle polemiche visto che della ditta a cui fa riferimento l’arciprete fa parte un indagato per associazione mafiosa. La procura di Agrigento ha già aperto un’inchiesta, dopo che i carabinieri hanno inoltrato una informativa. “Si tratta di un atto dovuto – ha detto il procuratore di Agrigento Renato Di Natale – per valutare vene i fatti”. La curia di Agrigento, guidata dall’arcivescovo Francesco Montenegro, ha espresso il suo rammarico: “La chiesa – scrive la Curia – ha sempre denunciato qualsiasi mentalità mafiosa e condanna ogni azione macchiata da illegalità e criminalità. Le dichiarazioni dei singoli sacerdoti, e nel caso specifico quelle fatte da don Giarraputo, che possano prestare il fianco ad interpretazioni dubbie o suscitare scandalo in chi ascolta vengono fortemente condannate come inopportune e dannose”. La curia di Agrigento ha inoltre tenuto a precisare che “per le costruzioni di nuovi edifici di culto ci si avvale di tutte le indicazioni richieste dalla legge, esigendo dalle ditte appaltatrici il certificato antimafia rilasciato dalla Camera di Commercio”.
8 10 2009 su agrigentonotizie:
Oltre alla Chiesa, anche la Legge vuole vederci chiaro. La Procura della Repubblica di Agrigento ha infatti aperto un'inchiesta in seguito alle dichiarazioni dell'arciprete di Cattolica Eraclea, don Nino Giarraputo, il quale, durante messa di insediamento, ha detto di "essere sicuro che le ditte delle famiglie Valenti e Pitruzzella di Favara allungheranno la mano". Il sacerdote ha infatti voluto sottolineare che la chiesa da lui "diretta" avrà bisogno di più attenzione da parte di tutti, convinto che anche le imprese appartenenti alle famiglie Valenti e Pitruzzella di Favara, note già da anni alla Direzione distrettuale antimafia come "vicine" alle cosche mafiose, faranno la loro parte. "Le nostre chiese, Eccellenza, - aveva detto rivolgendosi all'arcivescovo di Agrigento - hanno bisogno di tanta, ma tanta attenzione. E noi gliela daremo in tutti i modi. E sono sicuro che le imprese di Favara non mancheranno".Le due ditte di Favara nominate da don Giarraputo sono riconducibili a persone arrestate negli anni Ottanta e Novanta con l'accusa di associazione per delinquere di stampo mafioso. Uno dei fratelli Valenti venne arrestato nel 1999 perché ritenuto vicino alla famiglia mafiosa di Favara. Santo Pitruzzella, titolare dell'omonima ditta, venne pure arrestato nel 1988 per mafia. Suo padre, Gioacchino Pitruzzella, è stato indicato come "uomo d'onore" dal pentito Antinino Calderone. Le ditte di Valenti e Pitruzzella hanno costruito a Favara la chiesa dei Santissimi apostoli Pietro e Paolo, dove don Giarraputo è stato parroco prima di essere trasferito a Cattolica Eraclea.
DALLA CURIA: "ESPRIMIAMO RAMMARICO" - "La Chiesa agrigentina, guidata da monsignor Francesco Montenegro, esprime tutto il suo rammarico. La Chiesa - si legge in un comunicato stampa - denuncia qualsiasi mentalità mafiosa e condanna ogni azione che è macchiata da illegalità e criminalità. In questo senso si è sempre impegnata con dichiarazioni pubbliche, documenti ed impegno fattivo e formativo. Eventuali dichiarazioni, di singoli sacerdoti e, nel caso specifico quelle fatte dal sacerdote Giarraputo, che possano prestare il fianco ad interpretazioni dubbie o suscitare scandalo in chi ascolta, vengono fortemente condannate come inopportune e dannose. Si precisa inoltre che nella costruzione dei nuovi edifici di culto gli uffici preposti della Curia di Agrigento si avvalgono di tutte le indicazioni richieste dalla legge esigendo dalle ditte appaltatrici il certificato antimafia rilasciato dalla Camera di Commercio recante la dichiarazione anti-mafia in ottemperanza alla legge 31 maggio 65, numero 575 e successive modificazioni".
segue nei commenti:
lunedì 28 settembre 2009
al peggio non c'è mai fine!!!
brevemente, leggo questi fatti di cronaca:ieri:
Alla fine della partita, splendidamente vinta dall'Akragas per 5 a zero contro l'Arenella, il presidente Gioacchino Sferrazza ha chiesto ai giornalisti di dedicare la vittoria a Nicola Ribisi, il giovane palmese arrestato perchè considerato il nuovo boss della città del Gattopardo. I cronisti hanno evidenziato l'inopportunità della proposta, così Sferrazza, dopo aver affermato che non ci sarebbe stato niente di male nel dedicare la vittoria ad un "amico fraterno", ha deciso di imporre alla squadra il silenzio stampa.
I giocatori dell'Akragas, una volta usciti dagli spogliatoi, si sono attenuti a quanto deciso dalla società, soltanto Giuseppe Castiglione si è brevemente intrattenuto con i giornalisti, ma informalmente. Dopo di ciò, e con molta calma, Sferrazza ha nuovamente chiesto cosa ci fosse di male nel dedicare la vittoria ad un amico.
oggi:
Il questore di Agrigento, Girolamo Di Fazio, ha ritirato la licenza di polizia alla società Akragas Calcio, presieduta da Gioacchino Sferrazza. Fino a quando Sferrazza sarà presidente della società, la squadra non potrà più giocare allo stadio "Esseneto" di Agrigento per motivi di ordine pubblico, come ha spiegato il questore.
La decisione di Di Fazio arriva all'indomani delle dichiarazioni dello stesso presidente Sferrazza che, al termine della partita contro l'Arenella (vinta dai biancazzurri per 5 a 0), ha dedicato la vittoria a Nicola Ribisi, presunto boss mafioso di Palma di Montechiaro, arrestato lo scorso 17 settembre dalla squadra Mobile di Agrigento.
una nota a margine:non so cosa succeda! tutto ormai è relativo! Rappresentare una società sportiva, essere il presidente dell'Akragas è sicuramente una cosa di grande prestigio. Ma assumersi le responsabilità del caso non è da poco. non credete.
La giustizia dopo il suo normale iter dimostrerà inequivocabilmente se Nicola Ribisi è il nuovo capo mafia di Palma di Montechiaro o no.
ma fino ad allora non solo è inopportuno, ma fortemente lesivo dei valori sportivi dedicare una vittoria a Nicola Ribisi!
che ne pensate?
sabato 21 marzo 2009
venerdì 20 marzo 2009
giovedì 19 marzo 2009
Giornata della Memoria - 21 marzo
don Puglisi, un sorriso contro la mafia. Era un uomo solo, disarmato.
Per fermarlo lo chiamarono padre, perché era un sacerdote.
L'assassino, 28 anni, 13 omicidi alle spalle, teneva in pugno una pistola col silenziatore. Un altro, mentendo, disse: "E' una rapina".
L'uomo disse solo tre parole: "Me lo aspettavo".
Sorrise, come faceva sempre con tutti.
E fu l'ultimo dei suoi sorrisi.
mercoledì 18 marzo 2009
Giornata della Memoria - 21 marzo
Una lunghissima guerra I Carabinieri sono stati impegnati in prima linea, pagando un alto tributo di sangue, nella lotta contro la mafia e la criminalità organizzata. E, finalmente, sono arrivati importanti successi
La sfida più difficile alle forze dell'ordine viene proprio da quei profondi intrecci politici, economici, sociali e culturali che hanno generato attività criminali e che da regioni come la Sicilia, la Calabria e la Campagna si sono diffusi in tutta la penisola, riuscendo spesso a superare i confini nazionali.
A tutte le forze dell'ordine impegnate nella lotta contro la criminalità va il nostro vivo apprezzamento. a quanti sono caduti vittime nella lotta contro tutte quelle organizzazioni malvitose va il nostro pensiero e il rispetto più profondo!
martedì 17 marzo 2009
Giornata della Memoria - 21 marzo
Premessa
"Un mafioso è uno che lucra per avere prestigio e poi goderne in tutti i settori. E chi lucra è pure capace di uccidere. E, prima di uccidere, intendo assassinio anche come morte civile, è pure capace di usare espressioni come: 'paternalmente, affettuosamente ti consiglio...'.
( ... ) Nelle stesse pieghe delle amministrazioni locali e statali sono, con molta probabilità, inseriti elementi legati al fenomeno mafioso e il loro mimetismo non solo garantisce il proseguimento del successo dell'illecito ma contribuisce anche a quel 'prestigio' su cui il mafioso deve poter contare in ogni sede".
(da un'intervista del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa a Epoca nel 1982)
"Il giovane che poi sarebbe stato conosciuto come il pentito Antonino Calderone, era il nipote di un importante capomafia catanese morto nel 1960 in un ospedale di Milano, era cresciuto nell'ambiente di Cosa Nostra ed era candidato all'affiliazione. Durante una visita allo zio malato, cui era molto legato, Antonino si vede indicare una rosa. "Vedi quella rosa sul davanzale della finestra?" - gli dice con voce affaticata lo zio che ben sapeva della sua candidatura - "E' bella, molto bella, ma se la prendi, ti punge". Silenzio. Poi: "Sapessi come è bello addormentarsi senza il timore di essere svegliato brutalmente nel cuore della notte. E camminare per strada senza doversi continuamente voltate per paura di ricevere un colpo alla schiena".
(dalle memorie del giudice Falcone in Cose di Cosa Nostra).
Storie vecchie, storie nuove di mafia e di soldi, di morti ammazzati e di corone di fiori secche, di brillanti blitz e di processi a bolla di sapone, di roboanti indignazioni e di silenziosa indifferenza, di arroganza e di senso dello stato. Il percorso dei Carabinieri nella loro più che centenaria storia si è sempre imbattuto nelle profonde contraddizioni italiane tra cui quelle riassunte nelle tre parole: mafia, camorra, n'drangheta.
mercoledì 11 marzo 2009
Giornata della Memoria
l'associazione LIBERA, guidata da don Ciotti, il 21 marzo prossimo propone la XIV edizione della "Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime"
La giornata del 21 marzo, primo giorno di primavera, è il momento che Libera dedica alla memoria di tutti coloro che hanno dato la vita nel nostro Paese per contrastare le mafie. E' questa l'occasione nella quale Libera rilancia ogni anno un impegno che non deve venire mai meno. In continuità con le altre edizioni il 21 marzo 2009 ribadisce con forza la voglia di tanti di essere contro tutte le mafie, contro la corruzione politica e gli intrecci clientelari che alimentano gli affari delle organizzazioni criminali e l'illegalità, e di voler continuare a costruire percorsi di libertà, cittadinanza, informazione, legalità, giustizia, solidarietà.
credo che una giornata di memoria non risolva certo un gravissimo male che attanaglia la nostra società. ma certamente il coinvolgimento della scuola in una manifestazione del genere aiuta a ingenerare nelle coscienze più genuine un atteggiamento critico fortemente motivato a far fronte a quelle logiche mafiose che in modo subdolo sono presenti nel nostro vivere quotidiano.
parole di Caponnetto:
“La mafia teme di più la scuola che la giustizia - parole di Caponnetto -. Il primo fondamentale elemento è, infatti, la conoscenza. Le mafie temono le persone che possiedono gli strumenti per scendere in profondità e sono in grado di fare sistema. Perché la lotta alla mafia non è mai opera di navigatori solitari”.
sabato 21 febbraio 2009
Singolare intervento dell'assessore Giglione
" L'ACQUA E IL RISPETTO"
L'acqua è uno degli elementi essenziali, se non l'elemento essenziale per vivere.
Il rispetto della Persona è l'acqua paragonabile.
Condivido oggi questo bicchiere d'acqua" con voi perchè portata a voi dagli eventi.
Il rispetto conosce (impone-postula) l'equilibrio dei rapporti e la regola fondamentale ( è ) che se c'è qualcosa da dire prima la si riferisca alla Persona a cui ci si intende rivolgere e non, senza dire nulla, sospendere fino a nuona comunicazione una disposizione da questa richiesta, coinvolgendo (nel frattempo) altri soggetti, in assenza e alle spalle della Persona proponente. Da qui la necessità che questo "bicchiere d'acqua" sia condiviso con Voi.
L'acqua come il rispetto sono da difendere davanti a tutto e tutti, chiunque essi siano.
Diversamente poi, questa comunicazione poteva non giungerVi, così come è gia successo con altre (altre volte).
Scuse, nè personali, nè innanzi alle persone coinvolte, mai sono state domandate.
Così facendo, anteponendo un comportamento non corretto al confronto a due, si è screditata la Persona e il Suo Lavoro."
il testo è stato riportato nella sua integrità... mi preoccuperò di caricare anche l'immagine scannerizzata del doc originale...
Abbiamo chiedo un chiarimento all'assessore, ma niente da fare... ci ha risposto che per ora va bene così... prossimamente ci darà soddisfazione di quanto letto e confermato a voce.
un cittadino le ha rivolto una domanda" ma lei non può tirare la pietra e poi nasconderla!", ma l'assessore con la dovuta pacatezza del ruolo politico ci ha rinviati a successivo consiglio comunale.
confidando che nel prossimo consiglio comunale sentiremo la verità nascosta nel testo dell'assessore lascio alla vostra immaginazione e alla vostra capacità di analisi per scorgere la profonda inquietudine che c'è dietro le parole dell'assessore comunale.
se non vi disturba troppo cominciate a dare con i vostri commenti delle risposte alle seguenti domande:
1) chi ha mancato di rispetto all'assessore?
2) cosa è mai potuto accadere di così irrispettoso da convincere l'assessore stesso a rappresentare tale incresciosa situazione a tutto il consiglio comunale durante la seduta?
3) perchè il Sindaco subito dopo non ha battuto ciglio, perchè non ha battuto il "Giglio"?
4) il Bicchiere d'acqua dell'assessore sembra piuttosto un calice amaro che l'assessore è stato costretto a bere e a condividere con i Consiglieri Comunali, pensi che l'assessore Giglione abbia fatto bene? anche se non ci ha rappresentato per intero i fatti che l'hanno amareggiata????


