La Cultura Mafiosa!

da l'altro ieri ho seguito la notizia di cronaca che vi riporto da alcune fonti che cito:

7 10 2009 su agrigentonotizie:
"Le nostre chiese, Eccellenza, hanno bisogno di tanta, ma tanta attenzione. E noi gliela daremo in tutti i modi. E sono sicuro che le imprese di Favara non mancheranno. Le ditte delle famiglie Valenti e Pitruzzella certamente allungheranno la mano e io ne sono convinto". Sono le parole di don Nino Giarraputo, neo arciprete di Cattolica Eraclea, pronunciate nel corso della cerimonia del suo insediamento, avvenuto lo scorso 4 ottobre all'interno della chiesa del Rosario.Il sacerdote ha infatti voluto sottolineare all'arcivescovo di Agrigento, monsignor Francesco Montenegro, presente in quella occasione, che la chiesa da lui "diretta" avrà bisogno di più attenzione da parte di tutti, convinto che anche le imprese appartenenti alle famiglie Valenti e Pitruzzella di Favara, note già da anni alla Direzione distrettuale antimafia come "vicine" alle cosche mafiose, faranno la loro parte. Il filmato della cerimonia di insediamento di padre Giarraputo è stato pubblicato su Youtube e sul sito Cattolicaeracleaonline. Le due ditte di Favara nominate da don Giarraputo sono riconducibili a persone arrestate negli anni Ottanta e Novanta con l'accusa di associazione per delinquere di stampo mafioso. Uno dei fratelli Valenti venne arrestato nel 1999 perché ritenuto vicino alla famiglia mafiosa di Favara. Santo Pitruzzella, titolare dell'omonima ditta, venne pure arrestato nel 1988 per mafia. Suo padre Gioacchino Pitruzzella è stato indicato come "uomo d'onore" dal pentito Antinino Calderone. Le ditte di Valenti e Pitruzzella hanno costruito a Favara la chiesa dei Santissimi apostoli Pietro e Paolo, dove don Giarraputo è stato parroco prima di essere trasferito a Cattolica Eraclea.Una vicenda che ricorda molto la "bufera" provocata dalle dichiarazioni del presidente dell'Akragas Calcio, Gioacchino Sferrazza, che dedicò una vittoria della sua squadra al presunto boss mafioso di Palma di Montechiaro, Nicola Ribisi. Per quel gesto, la Procura della Repubblica aprì un'inchiesta e tutt'ora a Sferazza è vietato entrare negli impianti sportivi.

8 10 2009 su agrigentoweb:
“Non capisco il clamore che stanno suscitando le mie parole. Ho solo ringranziato l’impresa che ha realizzato i lavori di costruzione e manutenzione nella chiesa di Favara dove sono stato prete per tre lustri”. Don Nino Giarraputo, neo arciprete di Cattolica Eraclea, spiega così il ringraziamento fatto alla ditta di Favara durante la cerimonia di insediamento, alla presenza del vescovo di Agrigento Francesco Montenegro, quale nuovo arciprete di Cattolica Eraclea. Durante la cerimonia, don Nino Giarraputo ha ricordato che “le chiese hanno bisogno di tanta attenzione e che le ditte, così come è successo a Favara, non mancheranno di dare il proprio contributo”. Il video della cerimonia è finito su Youtobe, sollevando delle polemiche visto che della ditta a cui fa riferimento l’arciprete fa parte un indagato per associazione mafiosa. La procura di Agrigento ha già aperto un’inchiesta, dopo che i carabinieri hanno inoltrato una informativa. “Si tratta di un atto dovuto – ha detto il procuratore di Agrigento Renato Di Natale – per valutare vene i fatti”. La curia di Agrigento, guidata dall’arcivescovo Francesco Montenegro, ha espresso il suo rammarico: “La chiesa – scrive la Curia – ha sempre denunciato qualsiasi mentalità mafiosa e condanna ogni azione macchiata da illegalità e criminalità. Le dichiarazioni dei singoli sacerdoti, e nel caso specifico quelle fatte da don Giarraputo, che possano prestare il fianco ad interpretazioni dubbie o suscitare scandalo in chi ascolta vengono fortemente condannate come inopportune e dannose”. La curia di Agrigento ha inoltre tenuto a precisare che “per le costruzioni di nuovi edifici di culto ci si avvale di tutte le indicazioni richieste dalla legge, esigendo dalle ditte appaltatrici il certificato antimafia rilasciato dalla Camera di Commercio”.

8 10 2009 su agrigentonotizie:
Oltre alla Chiesa, anche la Legge vuole vederci chiaro. La Procura della Repubblica di Agrigento ha infatti aperto un'inchiesta in seguito alle dichiarazioni dell'arciprete di Cattolica Eraclea, don Nino Giarraputo, il quale, durante messa di insediamento, ha detto di "essere sicuro che le ditte delle famiglie Valenti e Pitruzzella di Favara allungheranno la mano". Il sacerdote ha infatti voluto sottolineare che la chiesa da lui "diretta" avrà bisogno di più attenzione da parte di tutti, convinto che anche le imprese appartenenti alle famiglie Valenti e Pitruzzella di Favara, note già da anni alla Direzione distrettuale antimafia come "vicine" alle cosche mafiose, faranno la loro parte. "Le nostre chiese, Eccellenza, - aveva detto rivolgendosi all'arcivescovo di Agrigento - hanno bisogno di tanta, ma tanta attenzione. E noi gliela daremo in tutti i modi. E sono sicuro che le imprese di Favara non mancheranno".Le due ditte di Favara nominate da don Giarraputo sono riconducibili a persone arrestate negli anni Ottanta e Novanta con l'accusa di associazione per delinquere di stampo mafioso. Uno dei fratelli Valenti venne arrestato nel 1999 perché ritenuto vicino alla famiglia mafiosa di Favara. Santo Pitruzzella, titolare dell'omonima ditta, venne pure arrestato nel 1988 per mafia. Suo padre, Gioacchino Pitruzzella, è stato indicato come "uomo d'onore" dal pentito Antinino Calderone. Le ditte di Valenti e Pitruzzella hanno costruito a Favara la chiesa dei Santissimi apostoli Pietro e Paolo, dove don Giarraputo è stato parroco prima di essere trasferito a Cattolica Eraclea.

DALLA CURIA: "ESPRIMIAMO RAMMARICO" - "La Chiesa agrigentina, guidata da monsignor Francesco Montenegro, esprime tutto il suo rammarico. La Chiesa - si legge in un comunicato stampa - denuncia qualsiasi mentalità mafiosa e condanna ogni azione che è macchiata da illegalità e criminalità. In questo senso si è sempre impegnata con dichiarazioni pubbliche, documenti ed impegno fattivo e formativo. Eventuali dichiarazioni, di singoli sacerdoti e, nel caso specifico quelle fatte dal sacerdote Giarraputo, che possano prestare il fianco ad interpretazioni dubbie o suscitare scandalo in chi ascolta, vengono fortemente condannate come inopportune e dannose. Si precisa inoltre che nella costruzione dei nuovi edifici di culto gli uffici preposti della Curia di Agrigento si avvalgono di tutte le indicazioni richieste dalla legge esigendo dalle ditte appaltatrici il certificato antimafia rilasciato dalla Camera di Commercio recante la dichiarazione anti-mafia in ottemperanza alla legge 31 maggio 65, numero 575 e successive modificazioni".

segue nei commenti:
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