Anoressia un tema sempre attuale !!!

suggeriscono la lettura di questo testo a cura del servizio asl1 agrigento



La taglia 38 ha perso il sorriso



fatto caso che la gran parte delle emozioni umane traspare dal volto?


ImageLo sapete che si può mentire con le parole, ma il linguaggio del corpo rivela la verità ?
Tristezza, rabbia, dolore, felicità, paura, desiderio, attrazione, ripulsa sono tutte scritte in uno sguardo intenso, in un sorriso complice, in un rossore improvviso, in una fronte corrucciata, in una ruga espressiva. Eppure nessuno ci insegna a custodirne il senso e codificarne il significato.
Nell’esprimere un’emozione positiva si mobilitano circa 40 muscoli facciali, ma per una negativa ne occorrono più di 60.
ImageEppure l’ imbecillità dei messaggi pubblicitari violenta quotidianamente il nostro benessere : la prova costume, la dieta perfetta, perdi 10 kl in 10 giorni. Certamente questo stressante corteo di modelli di uomini e donne belli e magri, cui pochissimi uomini e donne comuni si avvicinano, non è l’unica causa che induce il nascere ed il perdurare di una anoressia nervosa, ma è responsabile del furto del sorriso, chiamiamolo così, dal volto dei nostri ragazzi.
E’ bello pensare che in fatto di stile, di seduttività, di femminilità il Poeta del trecento ha molto da insegnare in Ella si va sentendosi laudare.. quanta fiera consapevolezza di sé nella donna, verosimilmente cicciotella, che ammutolisce ogne lingua e gli occhi non l’ardiscon di guardare e dà per li occhi una dolcezza al core !
ImageLa vera educazione sentimentale consiste nella capacità di guardarci, di sorriderci, di ammirarci. Da che mondo è mondo la ragazza ed il ragazzo più simpatico, più ricercato, più affidabile non ha la taglia trentotto ma ha un’anima bellissima.

Che fare?
ImageAnche da noi l’incidenza della patologia riconducibile ai disturbi alimentari è difficilmente rilevabile: si parla del 5% della popolazione, prevalentemente donne tra i 12 ed i 25 anni. Ma i tre milioni di persone che in Italia chiedono un aiuto non sono che la punta dell’iceberg perché il fenomeno resta spesso sommerso. Le difficoltà principali nella terapia dei Disturbi della Condotta Alimentare risiedono nella negazione della malattia e nella mancanza di collaborazione dei pazienti. Molte ragazze stabiliscono con il sintomo un rapporto “da luna di miele” facendovi ricorso solo in periodi particolari, altre ci convivono da anni e, nella delirante illusione di poterlo controllare, convincono, manipolandoli, anche i genitori di non essere malate.
Importantissimo è dunque il ruolo del medico di base anche perchè le preoccupazioni per la dieta e per il peso corporeo costituiscono spesso il motivo che conduce molte pazienti a consultare il proprio medico di base o il dietologo: il medico di base può effettuare una diagnosi precoce del disturbo alimentare. Una perdita di peso progressiva, una preoccupazione invasiva per il peso, per le diete, per le calorie, la presenza di crisi bulimiche e di condotte di eliminazione come il vomito o l’uso improprio di lassativi o diuretici, la richiesta di farmaci anfetaminici e anoressizzanti allertano il sanitario che può proporre un trattamento del disturbo prima che questo si trasformi in una conclamata manifestazione psichiatrica.
In questi casi è indispensabile privilegiare un trattamento di equipe. E’ necessaria una prima valutazione internistica delle condizioni fisiche del paziente per le eventuali complicanze mediche frutto del digiuno, del vomito o dell’abuso di lassativi. Il nutrizionista ripristina gradualmente abitudini alimentari per un bilancio energetico; parallelamente gli specialisti psicologi e psichiatri dal canto loro seguono il paziente e la sua famiglia in un percorso di cura e riabilitazione. In questo campo estremamente efficace si è rivelata la psicoterapia familiare, in ogni caso è utile un approccio integrato che preveda anche l’uso di tecniche psicoeducazionali e comportamentistiche.

*responsabile del servizio di Psicologia AUSL1 Agrigento

articolo pubblicato in www.agrigentoweb.it


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