alcuni cenni su Joppolo Giancaxio

Posto sul versante centro meridionale della Sicilia, Joppolo Giancaxio confina con i comuni di Agrigento, Raffadali, Sant’Elisabetta e Aragona. Collocato su una zona collinare a 300 metri sul livello del mare, il territorio, attraversato dal torrente Akragas, occupa una superficie di 1.910 ettari, conta 1.405 abitanti per una densità abitativa di 74 abitanti per kmq. Il territorio è costituito da calcare bianco o grigio nelle zone argillose. Il paese vanta una notevole produzione agricola di uva, grano e fave che vengono esposti nella tradizionale Fiera Agricola di settembre.

La fondazione della cittadina risale al 1669 quando Calogero Gabriele Colonna, Duca di Cesarò, eresse il casale nei feudi di Giancascio e Realturco. Secondo alcuni storiografi tali insediamenti dovevano risalire alla dominazione araba in base all’etimologia dei nomi Realturco da Rahal (villaggio, terra, casale) e Giancaxio da Jan e casr (castello) cioè castello di Gianni, il Giovanni Cascio che è stato il primo proprietario del territorio.

Il nome Joppolo è un omaggio del Duca di Cesarò alla moglie Rosalia Joppolo. La nobile famiglia governò il paese fino al 1812 anno della abolizione dei diritti feudali. Fino al 1890 il comune fu frazione di Aragona; nel 1926 acquisì l’autonomia.

A circa 2 km dal centro abitato nel punto detto "Spoto", si trovano alcuni resti di abitazioni mentre nella zona di "Realturco "sono stati portati alla luce dei reperti che dimostrano la presenza di un casale chiamato Rahal-Turk. Nella zona del paese chiamata "poggio del Carmine", esisteva una chiesa dove venivano sepolti i "nostri antenati" poi demolita in seguito alla costruzione del cimitero comunale.

Nella Chiesa Madre del XVIII sec. esiste una lapide del D. C. Colonna morto nel 1841. All’interno della Chiesa si trova il pregiatissimo quadro di S. Calogero e l'espressiva statua di S. Giuseppe con in braccio il Bambin Gesù.

Di notevole interesse storico è il Castello dei Colonna edificato ai piedi della magnifica “Rocca del Duca” nel 1700 ed ampliato nel 1800. La costruzione si trova in un parco che occupa un’immensa superficie e presenta un’architettura medievale munita di torri merlate. Su tutti i lati del palazzo si aprono delle ampie finestre senza alcuna protezione; dunque i Colonna non la concepirono come una fortificazione. Nel Castello al pianterreno si trovano le scuderie, la casa del custode, il magazzino ove veniva conservato il frumento; al primo piano tre grandi stanze; al secondo piano il salone, la sala da pranzo, le camere da letto con i relativi mobili del '700. Nell’incantevole giardino si trova la cappella, in stile romanico con all’interno una cripta in cui sono conservate le spoglie dei duchi di Cesarò. all'interno del giardino, infine, troviamo la splendida Cappella costruita intorno al 1880.

In occasione delle tradizionali feste religiose, il comune organizza anche importanti eventi culturali ed enogastronomici. Durante l’Epifania Pastorale ha luogo la processione religiosa in Corso Umberto dove viene rievocato il viaggio dei Tre Magi. La festa è accompagnata dalla Sagra della ricotta che prevede la degustazione di prodotti tipici locali. A marzo per la festa di S. Giuseppe si allestisce la famosa tavolata. Anticamente veniva apparecchiava per farvi mangiare 3 persone che rappresentavano S. Giuseppe, la Madonna ed il Bambin Gesù. Prendevano parte alla tavolata anche i poveri del paese.

Spettacoli folcloristici e mostre di prodotti locali vengono allestiti per la Sagra del Melone giallo il 12 agosto. Viene offerta anche la degustazione di prodotti a base di melone giallo.

A luglio si svolge la festa della Madonna del mutuo soccorso o “Fuguredda”. Si narra che, anticamente nel mare di Porto Empedocle, sia stato rinvenuto un simulacro della Madonna. Fu trasportato su un carro a Joppolo Giancaxio ma raggiunto l’ingresso del paese i cavalli si fermarono inspiegabilmente ed esattamente in quel luogo fu costruita una piccola chiesa in cui ancor oggi è custodita la statua della Madonna della Fuguredda. Ogni anno, l’ultima domenica di luglio, il simulacro viene portato dalla “fuguredda” alla Chiesa Madre e la Domenica successiva viene condotto per le vie del paese per poi essere ricondotto all’interno della chiesetta.
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