Documenti e tante identità per truffare banca - curiosità

I carabinieri di Bedonia e Borgotaro hanno arrestato un 35enne di Agrigento con precedenti penali in flagranza di uso di documenti falsi, per ricettazione, tentata truffa e falsa dichiarazione a un pubblico ufficiale sulla propria identità

Comunicato stampa

Personale della Stazione Carabinieri di Bedonia, nel corso di uno specifico servizio, ha arrestato, in flagranza di "uso di documenti falsi", "ricettazione", "tentata truffa", "falsa dichiarazione a un P.U. sull'identità propria", Salvato Francesco, 35enne da Agrigento, gravato da specifici precedenti penali.
Nel corso infatti del costante monitoraggio delle persone alloggiate nelle strutture ricettive dell'intero territorio della Compagnia (che ha consentito, qualche giorno fa di individuare ed arrestare, in Borgo Val di Taro, una cittadina moldava inottemperante ad un decreto di espulsione), i militari eseguivano un accertamento alla banca dati nei confronti di una persona alloggiata in un albergo di Bedonia, appunto il Salvato, constatando che egli era stato condannato lo scorso anno per vari delitti in materia di falso e ricettazione (fatti verificatisi in Sicilia dall'ottobre 2006 ad aprile 2007). Appreso quindi che l'u omo era uscito per recarsi presso la locale filiale di una banca, il comandante della Stazione, ritenendo sospetta la circostanza, si recava in banca, constatando che l'uomo era intento ad eseguire un'o perazione ad uno sportello, ove stava richiedendo l'apertura di un conto corrente.
Il sottufficiale richiedeva telefonicamente l'ausilio di personale in uniforme per bloccare e controllare l'uomo che, uscito quindi dalla banca, veniva così bloccato da una pattuglia della Compagnia di Borgo Val di Taro, già presente in paese. Il comandante della Stazione di Bedonia, nel frattempo, aveva accertato che l'uomo aveva richiesto l'apertura di un conto corrente bancario a nome di tale Attanasio Natale da Joppolo Giancaxio (AG), producendo quale documento una omonima carta di identità, contemporaneamente esibita ai carabinieri dal fermato, che nella circostanza si presentava quale Attanasio Natale. Intuita quindi la gravità della vicenda, i militari eseguivano subito un'interrogazione alla banca dati delle FF.PP. a carico dell'ATTANASIO, risultata negativa.
Essendo però chiaro che queste non erano le vere generalità dell'u omo, venivano immediatamente eseguite perquisizioni personali e nella stanza d'albergo occupata dall'uomo. I risultati di maggior interesse provenivano dall'operazione eseguita sull'uomo, che infatti veniva trovato in possesso anche di: una tessera sanitaria/codice Fiscale intestata ad Attanasio Natale;
una carta di identità rilasciata dal Comune di Agrigento a SALVATO Francesco;il modello di richiesta di apertura di conto corrente rilasciato poco prima dalla citata banca a nome di ATTANASIO Natale; un tesserino di banco posta intestato a tale DE FILIPPO Luigi; tre carta bancomat e postepay; copia di un mod. CUD 2009 relativo ad ATTANASIO Natale, emesso da una sedicente ditta di Raffadali (AG); 3 busta paga emessa dalla stessa ditta a nome di ATTANASIO Natale; un tesserino di codice fiscale relativo ad ATTANASIO Natale; copia fotostatica di una carta di identità rilasciata dal Comune di Caltanisetta a tale DE FILIPPO Luigi, riportante però l'effige del sedicente ATTANSIO Natale; tessera sanitaria/codice fiscale intestata al DE FILIPPO;
€ 3.065,00 in contanti L'uomo veniva quindi condotto presso la Compagnia di Borgo Val di Taro per l'espletamento dei rilievi fotosegnaletici e dattiloscopici, avviando, in collaborazione con alcuni comandi Arma di Agrigento e di quella provincia, gli accertamenti del caso, dai quali emergeva che:
le reali generalità del fermato erano quelle di SALVATO Francesco;
i sedicenti ATTANASIO Natale e DE FILIPPO Luigi erano persone inesistenti;
tutti i documenti intestati ai citati ATTANASIO e DE FILIPPO erano conseguentemente falsi;
i documenti a nome SALVATO Francesco erano genuini, pur se la relativa carta di identità (trovata, come detto, in possesso dell'u omo), risultava oggetto di una denuncia di smarrimento (ritenuta motivata da intenti fraudolenti), dallo stesso SALVATO nel maggio 2008.
Il Salvato era responsabile di "possesso di documenti falsi", " false dichiarazioni a un P.U. sull'identità propria" (le false generalità fornite ai Carabinieri che lo avevano controllato), " ricettazione aggravata e continuata" (dei falsi documenti di identità, delle carte di credito e delle buste paga), "tentata truffa" e "falso ideologico commesso da privato in atto pubblico" (la falsa denuncia di smarrimento della genuina carta di identità del SALVATO), ragion per cui veniva arrestato nella flagranza dei primi 3 reati. Trattenuto presso la camera di sicurezza della Compagnia di Borgo Val di Taro (PR), l'uomo veniva poi presentato innanzi al Tribunale di Parma che, dopo aver convalidato l'arresto, ne disponeva l'immediato giudizio direttissimo per "possesso di documenti falsi" e "false dichiarazioni a un P.U. sull'identità propria", al termine del quale veniva condannato, con sentenza patteggiata, alla pena di 1 anno di reclusione, per cui il SALVATO veniva subito associato alla Casa Circondariale di Parma.
(25 maggio 2009)


fonte: http://parma.repubblica.it




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