di seguito la lettera da inviare alle massime cariche dello stato per i problemi emersi nell'ambito dei servizi di raccolta e smaltimento rifiuti e del servizio idrico:
Al Prefetto di Agrigento
Al Presidente della Repubblica
Al Ministro di Grazia e Giustizia
Al Ministro dell’Ambiente
Al Ministro dell’Economia e delle Finanze
Al Ministro dell’Interno
Al Presidente della Camera
Al Presidente del Senato
Al Presidente della Regione
Al Presidente dell’Assemblea Regionale
Al Presidente della Provincia Regionale di Agrigento
Al Presidente del Consiglio Provinciale di Agrigento
Alla Deputazione Nazionale Siciliana
Alla Deputazione Regionale della Provincia di Agrigento
Ai Sindaci dell’Ato Rifiuti di Agrigento e dell’Ato Idrico.
Eccellentissimi rappresentanti istituzionali,
Col presente documento vogliamo rappresentare le nostre preoccupazione
relativamente alle gravi situazioni che si sono venute a
creare in ordine all’applicazione della normativa vigente sulla costituzione
degli A.T.O. (Ambito Territoriali Ottimali) tanto per il Servizio
di raccolta e smaltimento dei Rifiuti, quanto per il Servizio idrico
integrato nella provincia di Agrigento.
Ben lontani dall’ottimizzazione dei Costi, dell’Efficienza e dell’Economicità
dei Servizi, gli Ato sono l’ennesima dimostrazione di quei
“carrozzoni mangia soldi legalizzati” che vivono a danno dei cittadini
contribuenti.
È ormai un fatto inconfutabile che i costi calcolati e definiti dai vertici
dei rispettivi Ato abbiamo determinato una situazione non più
sostenibile da tutti noi cittadini che, osservanti della legge, paghiamo
puntualmente il tributo per i servizi resi e sopra richiamati .
Non siamo nelle condizioni di fare una dettagliata analisi del modo
come sono stati determinati i costi effettivi e necessari a sostegno
del Servizio di Raccolta e Smaltimento dei Rifiuti e del Servizio
Idrico Integrato, ma siamo sicuri che, per il nostro Piccolo Comune
di 1200 abitanti , sono esageratamente elevati e sproporzionati
tanto per i servizi resi quanto per l’effettivo bisogno che abbiamo
dei medesimi.
Per i servizi di raccolta dei rifiuti urbani la situazione è questa: abbiamo
in giro troppi cassonetti e di conseguenza non avremmo bisogno di una raccolta giornaliera dell’umido! La raccolta differenziata viene effettuata tre volte alla settimana. Basterebbe solo una volta! La raccolta degli ingombranti viene effettuata una raccolta settimanale, da noi è stato sempre una volta al mese! Il servizio di
spazzamento meccanizzato viene effettuato 3 volte alla settimana.
Il lavoro complessivo che viene fatto è di 3 ore, ma noi ne paghiamo
6 perché va considerato il tempo che il mezzo mobile impiega
per andare e tornare al deposito. Potrebbero spazzare il nostro
centro abitato una sola volta alla settimana. Gli operatori lavorerebbero
sempre 3 ore, ma noi pagheremmo complessivamente 4
ore. Per l’estensione del territorio e per le reali esigenze di questa
comunità il piano dei servizi necessari non sono, solo, da rivedere,
ma anche i mezzi che vengono usati dovrebbero essere meno
ingombranti visto che non riescono a servire tutto il centro abitato.
Dalla semplice lettura delle tabelle dei Costi Complessivi imputati
a ciascun Comune membro dell’ATO Rifiuti, si capisce subito che i
cittadini di Joppolo devono sostenere un costo medio pro-capite
molto più elevato di quello dei cittadini residenti in altri Comuni
.Siamo lontani dal capire le ragioni economiche, politiche e sociali
di questa situazione. Ma abbiamo capito che qualcuno ha
pensato che i cittadini di Joppolo devono pagare di più, ... molto di
più. Per i Servizi idrici, la situazione a Joppolo, ancora, non si è
manifestata come in altri comuni, ma non possiamo non manifestare
la nostra seria preoccupazione su quello che potrà succedere
ancora e, soprattutto, a danno delle nostre tasche.
Cosa dobbiamo fare???
I nostri rappresentanti locali e tutti i consiglieri comunali ci hanno
assicurato che si stanno impegnando per far fronte a questi problemi.
Ma Noi cosa possiamo fare???
Da semplici cittadini ci rivolgiamo a Voi, massime cariche istituzionali
e, VI CHIEDIAMO, CON ACCORATO APPELLO, di
costituire un organo di garanzia per i servizi ambientali.
Un organismo istituzionale , un Garante,
che abbia il compito di vigilare sulle funzioni
dell’Ato Rifiuti e dell’Ato Idrico e che ci faccia
pagare il giusto tributo per i servizi necessari ed
effettivamente resi nel nostro paese.
firma da libero cittadino
questo blog è un piccolo spazio dove percepisci alcuni momenti della vita quotidiana di un piccolo borgo, di una comunità di viventi che crede ancora di essere... che vive, che soffre e lotta per la sua identità e le sue tradizioni
martedì 6 gennaio 2009
Osservatorio Civico 2009
l'epifania ogni festa porta via!!!
dopo le feste natalizie ogni cosa riprende il suo corso. anche i consiglieri comunali riprendono le loro attività. i consiglieri di minoranza anche attraverso questo sito faranno conoscere meglio il loro impegno politico a servizio della cittadinanza. domani vi farò sapere meglio quali sono queste iniziative. buon a befana a tutti!!!
dopo le feste natalizie ogni cosa riprende il suo corso. anche i consiglieri comunali riprendono le loro attività. i consiglieri di minoranza anche attraverso questo sito faranno conoscere meglio il loro impegno politico a servizio della cittadinanza. domani vi farò sapere meglio quali sono queste iniziative. buon a befana a tutti!!!
lunedì 5 gennaio 2009
Joppolo, l'illusione del Petrolio
navigando ho trovato un articolo di Agostino Spataro che parla del periodo quando a joppolo si cercava il petrolio ve lo propongo e magari ci ritorniamo dopo:
La Sicilia è di nuovo alle prese con le trivelle delle ricerche petrolifere. C’è chi le teme come in Val di Noto e chi se le contende come sta accadendo in provincia di Agrigento dove è scoppiata una estemporanea querelle fra i comuni di Casteltermini e Cammarata per il petrolio che ancora non c’è.
Insomma, una vicenda altalenante intorno ad un mito, quello del petrolio, che a metà degli anni ’50 produsse modesti risultati socio-economici e molti danni per la salute dell’uomo e dell’ambiente.
Tuttavia, prima di litigare è meglio attendere di sapere come stanno le cose sottoterra e soprattutto tener conto dei rischi ambientali visto che le trivelle stanno perforando una pregiata zona montana contigua all’area dove sorgerà un potente inceneritori di rifiuti.
La prudenza, inoltre, è consigliabile anche per evitare di deludere le attese infondate delle popolazioni interessate.
Un po’ com’è successo nel mio paese, Joppolo Giancaxio, durante il biennio 1954-55, a seguito della notizia, precipitosamente accreditata, del rinvenimento sotto il monte Famoso di un importante giacimento petrolifero da parte degli americani della “Mediterranean Oil Company” del Delaware.
Ricordo come fosse ieri l’euforia della gente, l’alacrità dei lavori preparatori culminati nell’erezione di una gigantesca sonda sulla sommità del monte, di fianco al vecchio mulino a vento, che dominava, col suo pennacchio di fuoco e di fumi, il panorama nella sua distesa infinita: dalla campagna fino al mare.
Qualcuno, ch’era stato a Parigi, diceva che la sonda di Joppolo era più bella e vitale della torre Eiffel. Perciò era venerata come un portentoso totem della moderna tecnologia che simboleggiava un avvenire radioso per la piccola comunità.
Col passar dei mesi, la “sonda” divenne una parola magica, antonomastica, che inglobò, oscurandoli, tutti i toponimi preesistenti, compreso quello dello stesso monte (Famoso) di cui si sconosceva la ragione per cui gli fosse stato appioppato per nome un aggettivo così impegnativo quanto astruso. Famoso, per che cosa?
Per la gente quel vasto territorio era “la sonda”. Non s’andava più al mulino a vento, ma alla sonda.
Molte donne vi si recavano, coi loro bambini, per farsi fare una foto con la sonda da inviare agli increduli mariti per convincerli a tornare da Caracas o da New York perché l’America che loro erano andati a cercare era venuta a Joppolo.
Per la festa d’inaugurazione del cantiere, l’intero paese si trasferì sul monte per brindare, coi tecnici americani e le loro famiglie, a quelle fantastiche trivelle che, a profondità abissali, avevano rinvenuto l’oro nero. La notizia era data per certa, anche se ancora non v’erano riscontri ufficiali. Quei pochi che avanzavano qualche perplessità erano additati come iettatori e guastafeste.
D’altra parte, la compagnia americana non pareva nutrire dubbi di sorta. Aveva investito centinaia di milioni e anche quella fastosa inaugurazione confermava le più rosee prospettive.
Gli ospiti, infatti, fecero le cose in grande: un enorme buffet e fiumi di spumante, sotto uno sfarzo di fari abbaglianti e festoni di luci cangianti.
Quella sera tutto induceva all’ottimismo, e la gente tornò a casa convinta che fosse giunta finalmente la buona ora, che presto Joppolo sarebbe diventato un nuovo Eldorado.
E, già, un po’ lo era. Come d’incanto, i braccianti s’improvvisarono muratori, intagliatori di pietre, manovratori di pompe e d'apparati elettrici. Per la prima volta nella loro vita, videro la busta paga, il salario contrattuale. Altro che le lirette di quei quattro borgesi taccagni e arroganti!
Era il progresso che, inaspettatamente, giungeva nel piccolo villaggio dove la gente viveva, assuefatta, da tempi immemorabili, in condizioni davvero misere e primitive.
Col denaro guadagnato alla “sonda” ci si poteva concedere un livello di vita dignitoso, mandare i figli a scuola e perfino il lusso di comprare un apparecchio radio.
Ci fu una vera invasione di “Marelli” che impressionò la mia fantasia di bambino. La radio, infatti, segnava come il trapasso dalle tenebre dell’ignoranza alla luce dell’informazione e della musica.
Era come l’inizio della comunicazione fra Joppolo e l’universo mondo. Non c’era più bisogno di chiedere al cavaliere Marturana “cosa porta il giornale” che solo lui leggeva.
Ognuno, a casa propria, poteva ascoltare il “comunicato”, come allora si chiamava il giornale radio.
Il paese somigliava ad un villaggio irreale dove tutti gli abitanti, soprattutto le donne, erano stati improvvisamente contagiati da una rara e benefica malattia: la gioia per la musica e il bel canto.
Oltre al benessere, per noi bambini c’erano le chewing-gum e qualche spicciolo che i tecnici americani distribuivano generosamente tutte le volte che scendevano in paese.
Insomma, furono due anni felici che ci fecero immaginare un futuro alla “texana”. In paese si notava uno strano fervore. Il “petrolio” stava cambiando il secolare ordine delle cose, l’economia, la mentalità e gli stili di vita. Soprattutto, c’era lavoro per tutti. Alcuni emigrati ritornarono, davvero, per impiegarsi alla “sonda”.
Ma un triste giorno tutto questo finì.
Inaspettatamente, com’era venuto. Gli americani se n' andavano. Col groppo in gola, vedemmo smontare, pezzo dopo pezzo, la gigantesca sonda, il simbolo della nostra magnifica avventura. Crollavano il mito del benessere inatteso e l’illusione che aveva generato.
Con la sonda partirono gli americani e tantissimi joppolesi verso il Belgio, la Svizzera e la Germania.
In giro si disse che sotto il monte non c’era petrolio, ma solo fiumi d’acqua amara. Nessuno volle credere a tale versione. Si preferì congetturare su chissà quali intrighi che avrebbero imposto agli americani di abbandonare il giacimento.
Nei momenti di sconforto la semplice verità non è sufficiente a spiegare le ragioni della nostra sconfitta. Ci vuole un bel complotto per giustificare la nostra inconfessabile impotenza.
La verità tecnica, inoppugnabile, è scritta nella relazione dell’ufficio regionale del Corpo delle miniere di Caltanissetta che, in poche righe, riassume la storia di quei due anni di vani sondaggi che raggiunsero “la profondità di 3078 metri, attraversando una serie di argille sabbiose e caotiche, riferibili al Terziario medio- superiore… Nel pozzo di ricerca profonda “Aragona 1” (anche in questo caso ricorre l’equivoco della denominazione intestata ad un paese contiguo)…non vi sono state manifestazioni di olio, ma solo rare tracce di metano…”
Fu questa la sentenza che ci ha condannato. Così si spense l’illusione del petrolio della quale ci restano un gioioso ricordo e tante vecchie radio.
Mute. L’unico ad averci guadagnato è stato il vecchio monte che non è stato più trafitto dalle trivelle ed ha riacquistato il suo misterioso nome di Famoso.
Agostino Spataro
La Sicilia è di nuovo alle prese con le trivelle delle ricerche petrolifere. C’è chi le teme come in Val di Noto e chi se le contende come sta accadendo in provincia di Agrigento dove è scoppiata una estemporanea querelle fra i comuni di Casteltermini e Cammarata per il petrolio che ancora non c’è.
Insomma, una vicenda altalenante intorno ad un mito, quello del petrolio, che a metà degli anni ’50 produsse modesti risultati socio-economici e molti danni per la salute dell’uomo e dell’ambiente.
Tuttavia, prima di litigare è meglio attendere di sapere come stanno le cose sottoterra e soprattutto tener conto dei rischi ambientali visto che le trivelle stanno perforando una pregiata zona montana contigua all’area dove sorgerà un potente inceneritori di rifiuti.
La prudenza, inoltre, è consigliabile anche per evitare di deludere le attese infondate delle popolazioni interessate.
Un po’ com’è successo nel mio paese, Joppolo Giancaxio, durante il biennio 1954-55, a seguito della notizia, precipitosamente accreditata, del rinvenimento sotto il monte Famoso di un importante giacimento petrolifero da parte degli americani della “Mediterranean Oil Company” del Delaware.
Ricordo come fosse ieri l’euforia della gente, l’alacrità dei lavori preparatori culminati nell’erezione di una gigantesca sonda sulla sommità del monte, di fianco al vecchio mulino a vento, che dominava, col suo pennacchio di fuoco e di fumi, il panorama nella sua distesa infinita: dalla campagna fino al mare.
Qualcuno, ch’era stato a Parigi, diceva che la sonda di Joppolo era più bella e vitale della torre Eiffel. Perciò era venerata come un portentoso totem della moderna tecnologia che simboleggiava un avvenire radioso per la piccola comunità.
Col passar dei mesi, la “sonda” divenne una parola magica, antonomastica, che inglobò, oscurandoli, tutti i toponimi preesistenti, compreso quello dello stesso monte (Famoso) di cui si sconosceva la ragione per cui gli fosse stato appioppato per nome un aggettivo così impegnativo quanto astruso. Famoso, per che cosa?
Per la gente quel vasto territorio era “la sonda”. Non s’andava più al mulino a vento, ma alla sonda.
Molte donne vi si recavano, coi loro bambini, per farsi fare una foto con la sonda da inviare agli increduli mariti per convincerli a tornare da Caracas o da New York perché l’America che loro erano andati a cercare era venuta a Joppolo.
Per la festa d’inaugurazione del cantiere, l’intero paese si trasferì sul monte per brindare, coi tecnici americani e le loro famiglie, a quelle fantastiche trivelle che, a profondità abissali, avevano rinvenuto l’oro nero. La notizia era data per certa, anche se ancora non v’erano riscontri ufficiali. Quei pochi che avanzavano qualche perplessità erano additati come iettatori e guastafeste.
D’altra parte, la compagnia americana non pareva nutrire dubbi di sorta. Aveva investito centinaia di milioni e anche quella fastosa inaugurazione confermava le più rosee prospettive.
Gli ospiti, infatti, fecero le cose in grande: un enorme buffet e fiumi di spumante, sotto uno sfarzo di fari abbaglianti e festoni di luci cangianti.
Quella sera tutto induceva all’ottimismo, e la gente tornò a casa convinta che fosse giunta finalmente la buona ora, che presto Joppolo sarebbe diventato un nuovo Eldorado.
E, già, un po’ lo era. Come d’incanto, i braccianti s’improvvisarono muratori, intagliatori di pietre, manovratori di pompe e d'apparati elettrici. Per la prima volta nella loro vita, videro la busta paga, il salario contrattuale. Altro che le lirette di quei quattro borgesi taccagni e arroganti!
Era il progresso che, inaspettatamente, giungeva nel piccolo villaggio dove la gente viveva, assuefatta, da tempi immemorabili, in condizioni davvero misere e primitive.
Col denaro guadagnato alla “sonda” ci si poteva concedere un livello di vita dignitoso, mandare i figli a scuola e perfino il lusso di comprare un apparecchio radio.
Ci fu una vera invasione di “Marelli” che impressionò la mia fantasia di bambino. La radio, infatti, segnava come il trapasso dalle tenebre dell’ignoranza alla luce dell’informazione e della musica.
Era come l’inizio della comunicazione fra Joppolo e l’universo mondo. Non c’era più bisogno di chiedere al cavaliere Marturana “cosa porta il giornale” che solo lui leggeva.
Ognuno, a casa propria, poteva ascoltare il “comunicato”, come allora si chiamava il giornale radio.
Il paese somigliava ad un villaggio irreale dove tutti gli abitanti, soprattutto le donne, erano stati improvvisamente contagiati da una rara e benefica malattia: la gioia per la musica e il bel canto.
Oltre al benessere, per noi bambini c’erano le chewing-gum e qualche spicciolo che i tecnici americani distribuivano generosamente tutte le volte che scendevano in paese.
Insomma, furono due anni felici che ci fecero immaginare un futuro alla “texana”. In paese si notava uno strano fervore. Il “petrolio” stava cambiando il secolare ordine delle cose, l’economia, la mentalità e gli stili di vita. Soprattutto, c’era lavoro per tutti. Alcuni emigrati ritornarono, davvero, per impiegarsi alla “sonda”.
Ma un triste giorno tutto questo finì.
Inaspettatamente, com’era venuto. Gli americani se n' andavano. Col groppo in gola, vedemmo smontare, pezzo dopo pezzo, la gigantesca sonda, il simbolo della nostra magnifica avventura. Crollavano il mito del benessere inatteso e l’illusione che aveva generato.
Con la sonda partirono gli americani e tantissimi joppolesi verso il Belgio, la Svizzera e la Germania.
In giro si disse che sotto il monte non c’era petrolio, ma solo fiumi d’acqua amara. Nessuno volle credere a tale versione. Si preferì congetturare su chissà quali intrighi che avrebbero imposto agli americani di abbandonare il giacimento.
Nei momenti di sconforto la semplice verità non è sufficiente a spiegare le ragioni della nostra sconfitta. Ci vuole un bel complotto per giustificare la nostra inconfessabile impotenza.
La verità tecnica, inoppugnabile, è scritta nella relazione dell’ufficio regionale del Corpo delle miniere di Caltanissetta che, in poche righe, riassume la storia di quei due anni di vani sondaggi che raggiunsero “la profondità di 3078 metri, attraversando una serie di argille sabbiose e caotiche, riferibili al Terziario medio- superiore… Nel pozzo di ricerca profonda “Aragona 1” (anche in questo caso ricorre l’equivoco della denominazione intestata ad un paese contiguo)…non vi sono state manifestazioni di olio, ma solo rare tracce di metano…”
Fu questa la sentenza che ci ha condannato. Così si spense l’illusione del petrolio della quale ci restano un gioioso ricordo e tante vecchie radio.
Mute. L’unico ad averci guadagnato è stato il vecchio monte che non è stato più trafitto dalle trivelle ed ha riacquistato il suo misterioso nome di Famoso.
Agostino Spataro
sabato 3 gennaio 2009
Nuovo Anno...Tante Sorprese!!!

Inizia un nuovo anno ricco di sorprese!!!
non vi do molte anticipazioni, ma credo che avremo modo di affrontare in questo blog molto argomenti interessanti!!!
per non lasciarvi con l'amaro in bocca voglio solo anticiparvi che qualcuno della maggioranza ha intimidito qualcun'altro della maggioranza ad essere più presente altrimenti qualcuno della minoranza era pronto a sostituirlo!!!
chi sarà il consigliere di minoranza pronto a fare le scarpe a qualcuno della maggioranza??? più precisamente - mi chiedo - i termini del ragionamento potevano mai essere affrontati così?
sapremo meglio e vi farò sapere!!!
venerdì 2 gennaio 2009
Caro Anonimo...
"Perchè hai votato contro l'assegnazione dei fondi per il calcio? hai visto come è bravo il nostro sindaco ? cosa avresti fatto se fossi stato sindaco?" postato il 31 dicembre 2008 14.00. un gentile anonimo mi ha postato un commento al quale ci tengo a rispondere con solerzia e con verità.
Caro anonimo, intanto, grazie perchè segui il mio blog e le vicende politichesi di questo paese. se qualcuno ti riferito sull'argomento che richiami, sarebbe meglio che la prossima volta ti assicuri che questa persona sia stata un testimone diretto del fatto che ti racconta, o che sia sincera, o che non sia in mala fede. purtroppo, per il ruolo che mi ritrovo ad avere in consiglio comunale, qualcuno ama sempre dire che io e miei amici siamo solo dei rompi scatole e che non ci interessiamo realmente dei problemi della nostra gente.
tornando all'assegnazione dei fondi per la squadra di calcio joppolese, ti dico velocemente che:
1 - io, Vincenzo Carrubba e Domenico Migliara, siamo entrambi consiglieri comunali e memri del direttivo della squadra sportiva. chi più di noi non aveva interesse ad assicurare quesi fondi.
2 - quando il consiglio ha definitivamente trattato e votato la ripartizione dei fondi, per un ammontare di circa 90.000/00 euro comprensivi dei 10.000/00 da destinare a contributo per la squadra sportiva, io non ero presente, non ho partecipato nè ad un voto contrario nè ad un voto favorevole.non ero presente!!!
Comunque, dalla domanda che mi poni, capisco che non eri presente in consiglio comunale quando si è affrontato l'argomento. se ci fossi stato avresti ben sentito il mio parere, e quello dei consiglieri di minoranza. le esigenze ravvisate per l'avvio del campionato potevano essere affrontate molto tempo prima di quella seduta senza bisogno di quella ripartizione, in quanto altre somme sono a disposizione del Comune anche per la struttura del Campo Sportivo. quindi i rilievi che i consiglieri di minoranza hanno dovuto rilevare in quella sede erano legati alla regolarità e alla trasparenza degli atti posti in essere dall'amministrazione. per la tutela dei consiglieri comunali tutti, abbiamo chiesto di fare chiarezza e di porre rimedio. il Comune agisce seconda la legge e non secondo gli umori dell'amministrazione.
non c'è mai stato da parte nostra la volontà a non dare fondi per il campo sportivo e per l'associazione sportiva.
purtroppo qualcuno, spesso, ama dare la colpa altrui . piace dare forse per il solo piacere di mantenere divisione su divisione. Che la vita sportiva a joppolo si è svegliata è un fatto molto positivo . mi dispiace solo che la politica non vuole realmente investire su questo.
se affidassimo all'associazione sportiva la struttura del campo e dei fondi più congrui si potrebbe dare vita ad una scuola di calcio, si potrebbe pensare di chiudere con una struttura precaria il campetto contiguo per il suo utilizzo nel periodo invernale. si potrebbe fare di più!!!
se ti conoscessi di persona ti direi molto altro, ti farei immaginare come vorrei la mia Joppolo Giancaxio nel 2009. quando saremo un pò tutti sindaci di questo paese sono sicuro che daremo qualcosa di molto positivo a questo paese. Questo sindaco è troppo bravo!!! Peccato che abbia sprecato l'occasione di essere il sindaco di tutti e abbia preferito, o forse, peggio, è stato obbligato a garantire ancora una volta quei suoi amici che non vogliono operare in comunione con tutte le menti pensanti e positive di joppolo.
spero di essere stato esauriente e di risentirti presto.
Caro anonimo, intanto, grazie perchè segui il mio blog e le vicende politichesi di questo paese. se qualcuno ti riferito sull'argomento che richiami, sarebbe meglio che la prossima volta ti assicuri che questa persona sia stata un testimone diretto del fatto che ti racconta, o che sia sincera, o che non sia in mala fede. purtroppo, per il ruolo che mi ritrovo ad avere in consiglio comunale, qualcuno ama sempre dire che io e miei amici siamo solo dei rompi scatole e che non ci interessiamo realmente dei problemi della nostra gente.
tornando all'assegnazione dei fondi per la squadra di calcio joppolese, ti dico velocemente che:
1 - io, Vincenzo Carrubba e Domenico Migliara, siamo entrambi consiglieri comunali e memri del direttivo della squadra sportiva. chi più di noi non aveva interesse ad assicurare quesi fondi.
2 - quando il consiglio ha definitivamente trattato e votato la ripartizione dei fondi, per un ammontare di circa 90.000/00 euro comprensivi dei 10.000/00 da destinare a contributo per la squadra sportiva, io non ero presente, non ho partecipato nè ad un voto contrario nè ad un voto favorevole.non ero presente!!!
Comunque, dalla domanda che mi poni, capisco che non eri presente in consiglio comunale quando si è affrontato l'argomento. se ci fossi stato avresti ben sentito il mio parere, e quello dei consiglieri di minoranza. le esigenze ravvisate per l'avvio del campionato potevano essere affrontate molto tempo prima di quella seduta senza bisogno di quella ripartizione, in quanto altre somme sono a disposizione del Comune anche per la struttura del Campo Sportivo. quindi i rilievi che i consiglieri di minoranza hanno dovuto rilevare in quella sede erano legati alla regolarità e alla trasparenza degli atti posti in essere dall'amministrazione. per la tutela dei consiglieri comunali tutti, abbiamo chiesto di fare chiarezza e di porre rimedio. il Comune agisce seconda la legge e non secondo gli umori dell'amministrazione.
non c'è mai stato da parte nostra la volontà a non dare fondi per il campo sportivo e per l'associazione sportiva.
purtroppo qualcuno, spesso, ama dare la colpa altrui . piace dare forse per il solo piacere di mantenere divisione su divisione. Che la vita sportiva a joppolo si è svegliata è un fatto molto positivo . mi dispiace solo che la politica non vuole realmente investire su questo.
se affidassimo all'associazione sportiva la struttura del campo e dei fondi più congrui si potrebbe dare vita ad una scuola di calcio, si potrebbe pensare di chiudere con una struttura precaria il campetto contiguo per il suo utilizzo nel periodo invernale. si potrebbe fare di più!!!
se ti conoscessi di persona ti direi molto altro, ti farei immaginare come vorrei la mia Joppolo Giancaxio nel 2009. quando saremo un pò tutti sindaci di questo paese sono sicuro che daremo qualcosa di molto positivo a questo paese. Questo sindaco è troppo bravo!!! Peccato che abbia sprecato l'occasione di essere il sindaco di tutti e abbia preferito, o forse, peggio, è stato obbligato a garantire ancora una volta quei suoi amici che non vogliono operare in comunione con tutte le menti pensanti e positive di joppolo.
spero di essere stato esauriente e di risentirti presto.
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