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lunedì 14 settembre 2009

Progetto non finanziato al Comune

consultando la GAZZETTA UFFICIALE DELLE REGIONE SICILIANA del 7 Agosto 2009 ho letto l'esito del Bando di Finanziamento dei Lavori pubblici:


Visto il decreto n. 1092 del 27 giugno 2005, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana dell'8 luglio 2005, con il quale è stato approvato ed emanato il bando pubblico per la predisposizione di un programma regionale di finanziamento per la "promozione ed interventi di recupero finalizzati al miglioramento della qualità della vita e dei servizi pubblici urbani nei comuni della Regione siciliana";

Art. 2 :"E’ approvata la graduatoria provvisoria dei progetti ammissibili e dei progetti esclusi presentati a valere sul bando “Promozione ed interventi di recupero finalizzati al miglioramento della qualità della vita e dei servizi pubblici urbani nei comuni della Regione siciliana” di cui alle tabelle
allegate, che fanno parte integrante del presente decreto.
Art. 3 : Sono ammesse osservazioni. Le stesse dovranno essere
inviate, a pena esclusione, a questo Assessorato, dipartimento
lavori pubblici, servizio IV, unità operativa di base S4.01,
entro 45 giorni dalla data di pubblicazione del presente decreto,
esclusivamente a mezzo raccomandata postale."

in questo elenco c'è anche un progetto presentato dal Comune Joppolo Giancaxio (vedi foto).




per conoscere più esattamente le motivazioni dell'esculione di tale progetto leggete l'allegato al Decreto 1092/2005.

martedì 24 febbraio 2009

Rifiuti a Joppolo dopo manifesto Sindaco

PRIMA PARTE


sul fronte immondizia siamo ancora
in attesa di deliberazioni ufficiali da parte dell'Ato Rifiuti. e stiamo aspettando proprie queste deliberazioni per fare opportunamente le nostre considerazioni a riguardo... a riguardo del manifesto del Sindaco.

le decisione dell'ato rifiuti sembrano non essere ancora chiare ed operative, ma già ci giungono per vie brevi qualche nota stonata che forse è opportuno far sapere.

premetto intanto che:
Dopo le proposte autonome del Sindaco, l'Ato Rifiuti si sta spaccando la schiena ad accogliere le richieste!

una fra queste è quella di assicurare la raccolta differenziata 3 giorni a settimana. in altra sede voglio ricordare che si era pensato bene che bastava una volta alla settimana.

un'altra proposta è stata quella di non volere più tra i piedi il netturbino che manualmente pulisse ogni giorno le strade joppolesi. più precisamente il Sindaco ha suggerito che le strade vanno bene anche se pulite tre giorni alla settimana.

Forse che per gli altri 4 giorni ci sono sono già pronti bravi volontari sconosciuti per pulire il paese? se è così perchè il netturbino tre giorni sì e 4 giorni no? eliminiamolo per tutti i sette giorni! organizzando, infatti, un volontario al giorno potremmo riusciremo nell'intento.

Di volontari non ce ne sono. ma qualcuno ha detto che per i quattro giorni restanti a pulire il paese ci pensaranno i due operai addetti alla Raccolta Differenziata! Capiremo più in là se lo faranno dopo lo svuotamento dei cassonetti "vuoti" o solo nei giorni in cui non raccolgono il vuoto dei cassonetti! nel primo caso penso che il netturbino verrà fatto fuori.


Le richieste e le proposte alquantosono strane ed equivoche!
Hanno molto il senso "un corpu a vutti e unu u timpagnu!, ma con l'aggravante che il risultato è sempre lo stesso.
Da una parte bisogna pensare a far pagare meno ai cittadini, dall'altro gli operatori coinvolti non devono subire le conseguenze radicali del taglio dei servizi, dall'altro fronte ancora non si può assistere a due pesi e due misure!!!....

se ci pensate bene è così. ma mi viene di dire una cosa: " o le cose di fanno o non si fanno!"

comunque considerato che nulla ancora è stato definito e non c'è nulla di certo attendiamo ancora nuovi risvolti e questa volta sì che ci saranno grandi sorprese!!!

sabato 17 gennaio 2009

AssoStampa chiede un posto di lavoro all'ATO Rifiuti

. Leggendo questo articolo strappato da Agrigentoweb.it mi pare di capire che il problema principale dell'AssoIndustria non sia quello di affrontare il problema degli alti costi della gestione ato e dei servizi attivati, ma di dare a qualcuno un posto di lavoro. un addetto stampa che assicuri magari di non far pubblicare argomenti molto scottanti come quelli che conosciamo tutti: "Questa mattina la segreteria provinciale dell' Assostampa di Agrigento ha inviato una nota ai vertici della Società ATO Gesa Ag 2 con la quale sollecita un incontro urgente al fine di valutare l'opportunità di bandire nuovamente la selezione per l'incarico a tempo determinato di addetto stampa. La precedente selezione, infatti, non ha avuto luogo – afferma la segreteria sindacale- per colpe ovviamente non imputabili ai giornalisti che hanno presentato in tempo le domande di partecipazione, ma soltanto alla Società d'Ambito".

martedì 6 gennaio 2009

GRAZIE DI CUORE

CARO SINDACO, GRAZIE DI CUORE SE VI IMPEGNERETE A:
Attivare Servizi Socio Assistenziale per tutto l’anno a beneficio dei nostri anziani. Non possiamo preoccuparci di spendere solo soldi per una gita e favore di alcuni anziani. Bisogna programmare una assistenza sociale per i numerosi anziani che necessitano veramente di questi servizi ogni giorno e per tutto l’anno.
2. Realizzare una strada di collegamento più agevole che dia maggiori condizioni di sicurezza e migliori condizioni di vita alle circa 40 famiglie che si sono trasferite nel nuovo quartiere delle Cooperative e delle Case Popolari.
3. Realizzare un parco giochi per i bambini nel nuovo quartiere delle Cooperative e delle Case popolari.
4. Valorizzare gli immobili acquistati nel centro abitato per una fruizione comune sia per i giovani che per i nostri anziani.
5. Concedere un contributo, una tantum alle famiglie per sostenere i gravi costi della scuola.
E’ troppo elevato il costo che le famiglie sostengono la formazione e l’istruzione per i propri
figli.
6. Favorire borse di studio o stage formativi per i giovani. L’incontro guidato e programmato dentro ambienti e dimensioni lavorative possono sicuramente favorire uno stimolo e un momento di formazione molto utile per la crescita e l’inserimento nel mondo del lavoro.
7. Programmare un Serio Piano Culturale che favorisca un ritorno economico effettivo per “tutta” la cittadinanza. I tempi sono, ormai, maturi per promuovere iniziative socio-culturali che non siamo più tendenti ad affollare la piazza distribuendo panini imbottiti, ma programmi Culturali ricchi di qualità.

lunedì 5 gennaio 2009

Joppolo, l'illusione del Petrolio

navigando ho trovato un articolo di Agostino Spataro che parla del periodo quando a joppolo si cercava il petrolio ve lo propongo e magari ci ritorniamo dopo:

La Sicilia è di nuovo alle prese con le trivelle delle ricerche petrolifere. C’è chi le teme come in Val di Noto e chi se le contende come sta accadendo in provincia di Agrigento dove è scoppiata una estemporanea querelle fra i comuni di Casteltermini e Cammarata per il petrolio che ancora non c’è.

Insomma, una vicenda altalenante intorno ad un mito, quello del petrolio, che a metà degli anni ’50 produsse modesti risultati socio-economici e molti danni per la salute dell’uomo e dell’ambiente.

Tuttavia, prima di litigare è meglio attendere di sapere come stanno le cose sottoterra e soprattutto tener conto dei rischi ambientali visto che le trivelle stanno perforando una pregiata zona montana contigua all’area dove sorgerà un potente inceneritori di rifiuti.

La prudenza, inoltre, è consigliabile anche per evitare di deludere le attese infondate delle popolazioni interessate.

Un po’ com’è successo nel mio paese, Joppolo Giancaxio, durante il biennio 1954-55, a seguito della notizia, precipitosamente accreditata, del rinvenimento sotto il monte Famoso di un importante giacimento petrolifero da parte degli americani della “Mediterranean Oil Company” del Delaware.

Ricordo come fosse ieri l’euforia della gente, l’alacrità dei lavori preparatori culminati nell’erezione di una gigantesca sonda sulla sommità del monte, di fianco al vecchio mulino a vento, che dominava, col suo pennacchio di fuoco e di fumi, il panorama nella sua distesa infinita: dalla campagna fino al mare.

Qualcuno, ch’era stato a Parigi, diceva che la sonda di Joppolo era più bella e vitale della torre Eiffel. Perciò era venerata come un portentoso totem della moderna tecnologia che simboleggiava un avvenire radioso per la piccola comunità.

Col passar dei mesi, la “sonda” divenne una parola magica, antonomastica, che inglobò, oscurandoli, tutti i toponimi preesistenti, compreso quello dello stesso monte (Famoso) di cui si sconosceva la ragione per cui gli fosse stato appioppato per nome un aggettivo così impegnativo quanto astruso. Famoso, per che cosa?

Per la gente quel vasto territorio era “la sonda”. Non s’andava più al mulino a vento, ma alla sonda.

Molte donne vi si recavano, coi loro bambini, per farsi fare una foto con la sonda da inviare agli increduli mariti per convincerli a tornare da Caracas o da New York perché l’America che loro erano andati a cercare era venuta a Joppolo.

Per la festa d’inaugurazione del cantiere, l’intero paese si trasferì sul monte per brindare, coi tecnici americani e le loro famiglie, a quelle fantastiche trivelle che, a profondità abissali, avevano rinvenuto l’oro nero. La notizia era data per certa, anche se ancora non v’erano riscontri ufficiali. Quei pochi che avanzavano qualche perplessità erano additati come iettatori e guastafeste.

D’altra parte, la compagnia americana non pareva nutrire dubbi di sorta. Aveva investito centinaia di milioni e anche quella fastosa inaugurazione confermava le più rosee prospettive.

Gli ospiti, infatti, fecero le cose in grande: un enorme buffet e fiumi di spumante, sotto uno sfarzo di fari abbaglianti e festoni di luci cangianti.

Quella sera tutto induceva all’ottimismo, e la gente tornò a casa convinta che fosse giunta finalmente la buona ora, che presto Joppolo sarebbe diventato un nuovo Eldorado.
E, già, un po’ lo era. Come d’incanto, i braccianti s’improvvisarono muratori, intagliatori di pietre, manovratori di pompe e d'apparati elettrici. Per la prima volta nella loro vita, videro la busta paga, il salario contrattuale. Altro che le lirette di quei quattro borgesi taccagni e arroganti!
Era il progresso che, inaspettatamente, giungeva nel piccolo villaggio dove la gente viveva, assuefatta, da tempi immemorabili, in condizioni davvero misere e primitive.

Col denaro guadagnato alla “sonda” ci si poteva concedere un livello di vita dignitoso, mandare i figli a scuola e perfino il lusso di comprare un apparecchio radio.

Ci fu una vera invasione di “Marelli” che impressionò la mia fantasia di bambino. La radio, infatti, segnava come il trapasso dalle tenebre dell’ignoranza alla luce dell’informazione e della musica.

Era come l’inizio della comunicazione fra Joppolo e l’universo mondo. Non c’era più bisogno di chiedere al cavaliere Marturana “cosa porta il giornale” che solo lui leggeva.

Ognuno, a casa propria, poteva ascoltare il “comunicato”, come allora si chiamava il giornale radio.

Il paese somigliava ad un villaggio irreale dove tutti gli abitanti, soprattutto le donne, erano stati improvvisamente contagiati da una rara e benefica malattia: la gioia per la musica e il bel canto.

Oltre al benessere, per noi bambini c’erano le chewing-gum e qualche spicciolo che i tecnici americani distribuivano generosamente tutte le volte che scendevano in paese.

Insomma, furono due anni felici che ci fecero immaginare un futuro alla “texana”. In paese si notava uno strano fervore. Il “petrolio” stava cambiando il secolare ordine delle cose, l’economia, la mentalità e gli stili di vita. Soprattutto, c’era lavoro per tutti. Alcuni emigrati ritornarono, davvero, per impiegarsi alla “sonda”.

Ma un triste giorno tutto questo finì.

Inaspettatamente, com’era venuto. Gli americani se n' andavano. Col groppo in gola, vedemmo smontare, pezzo dopo pezzo, la gigantesca sonda, il simbolo della nostra magnifica avventura. Crollavano il mito del benessere inatteso e l’illusione che aveva generato.

Con la sonda partirono gli americani e tantissimi joppolesi verso il Belgio, la Svizzera e la Germania.

In giro si disse che sotto il monte non c’era petrolio, ma solo fiumi d’acqua amara. Nessuno volle credere a tale versione. Si preferì congetturare su chissà quali intrighi che avrebbero imposto agli americani di abbandonare il giacimento.

Nei momenti di sconforto la semplice verità non è sufficiente a spiegare le ragioni della nostra sconfitta. Ci vuole un bel complotto per giustificare la nostra inconfessabile impotenza.

La verità tecnica, inoppugnabile, è scritta nella relazione dell’ufficio regionale del Corpo delle miniere di Caltanissetta che, in poche righe, riassume la storia di quei due anni di vani sondaggi che raggiunsero “la profondità di 3078 metri, attraversando una serie di argille sabbiose e caotiche, riferibili al Terziario medio- superiore… Nel pozzo di ricerca profonda “Aragona 1” (anche in questo caso ricorre l’equivoco della denominazione intestata ad un paese contiguo)…non vi sono state manifestazioni di olio, ma solo rare tracce di metano…”

Fu questa la sentenza che ci ha condannato. Così si spense l’illusione del petrolio della quale ci restano un gioioso ricordo e tante vecchie radio.
Mute. L’unico ad averci guadagnato è stato il vecchio monte che non è stato più trafitto dalle trivelle ed ha riacquistato il suo misterioso nome di Famoso.

Agostino Spataro