Anche il SINDACO di Joppolo a PALERMO a gridare contro i tagli di CROCETTA!




dal LA SICILIA.it
Sindaci siciliani in piazza
"Tagli insopportabili, servizi a rischio"
di Daniele Ditta
La protesta. Corteo dell'Anci: "Unità di crisi alla Regione"
Risorse economiche ridotte al lumicino a causa dei tagli ai trasferimenti statali e regionali, difficoltà a erogare servizi alla cittadinanza, mancata applicazione del federalismo fiscale, incognite sulla riforma che dovrebbe portare alla nascita delle città metropolitane e dei liberi consorzi di Comuni: sono questi alcuni dei motivi che hanno spinto i sindaci di tutta la Sicilia ad organizzare oggi a Palermo una maxi-manifestazione.
Gli amministratori si raduneranno a partire dalle 9,30 a piazza Marina. Il corteo delle fasce tricolori attraverserà corso Vittorio Emanuele per raggiungere Palazzo dei Normanni, sede dell'Ars. Nella tarda mattinata una delegazione dell'Anci Sicilia incontrerà il governatore Rosario Crocetta e il presidente dell'Ars Giovanni Ardizzone. I primi cittadini dei 390 Comuni dell'Isola rivendicano un ruolo da «protagonisti nella politica regionale».

Non sarà presente alla manifestazione, ma ha annunciato pieno appoggio all'iniziativa, il presidente nazionale dell'Anci Piero Fassino, che in una lettera inviata a Paolo Amenta, vicepresidente Anci Sicilia, ha sottolineato la necessità di «una collaborazione tra istituzioni per dare uno sbocco positivo alla profonda crisi economica e sociale che attraversa la Sicilia».

«L'Anci e tutti i Comuni italiani, nelle Regioni a statuto ordinario come in quelle a statuto speciale, ispirano la propria azione - ha scritto Fassino nella sua lettera - ai principi del buon governo e delle risposte concrete ai bisogni delle nostra comunità e alle prospettive di futuro da dare alle nuove generazioni di cittadini. È quindi inaccettabile e da superare rapidamente la situazione nella quale i Comuni vengono costretti troppo spesso a difendersi da continue iniziative politiche, legislative, amministrative tendenti ad eroderne irresponsabilmente la funzione di rappresentanza e di governo».

L'Anci Sicilia chiede che venga istituita un'unità di crisi presso la presidenza della Regione per affrontare uno per uno i problemi dei Comuni. Il fronte più "agguerrito" è quello dei Comuni al di sotto dei 5mila abitanti, a cui la Regione nel giro di un anno ha ridotto gli stanziamenti da 140 a 56 milioni di euro. Una vera e propria mannaia che, oltre ai servizi (molti dei quali già tagliati), mette a rischio le retribuzioni degli impiegati comunali. Anche i Comuni più grandi non se la passano bene. «Le misure di contenimento della spesa - ha affermato Anthony Barbagallo, parlamentare catanese dell'Ars, nonché sindaco di Pedara - hanno determinato continui tagli con conseguenze pesantissime sulla vita delle amministrazioni locali e dei cittadini. Serve un confronto diretto tra Regione ed enti locali per una riforma complessiva e condivisa del sistema delle autonomie. I provvedimenti già adottati, come l'abolizione delle Province e la conseguente nascita dei consorzi dei Comuni e quelli annunciati come le città metropolitane - ha aggiunto Barbagallo - devono seguire le linee di un chiaro disegno politico di riferimento complessivo che veda la presenza degli enti locali nei tavoli di discussione e di proposta».

Il Pd, tramite il segretario provinciale di Palermo Enzo Di Girolamo, ha infine attaccato a testa bassa il governo Crocetta: «Appare particolarmente grave il mancato coinvolgimento nella discussione del disegno di legge sulle città metropolitane, che cancella 52 Comuni. Il governo ritiri il ddl, in gioco c'è la sopravvivenza stessa dei Comuni siciliani e della democrazia, essendo le amministrazioni espressione diretta della volontà dei cittadini. Palazzo d'Orleans - ha concluso Di Girolamo - batta un colpo sull'assegnazione di nuove risorse per il reintegro del fondo delle Autonomie locali».

*Articolo pubblicato su La Sicilia di oggi in edicola
ieri sera poi in serata mentre i SINDACI tornavano nei loro Comuni:

La giunta regionale, riunita stasera a Catania, ha approvato provvedimenti per circa 60 milioni di euro per i comuni fino a 15.000 abitanti. Tali somme sono così suddivise: venti milioni di euro per la spesa corrente, 40 milioni per interventi di riqualificazione urbana. La misura è stata decisa per rispondere alla situazione di emergenza occupazionale e sociale in cui versano soprattutto i piccoli comuni in Sicilia.

Su proposta dell’assessore all’Economia Luca Bianchi, approvate levariazioni di bilancio finalizzate a risolvere le problematiche dei piccoli comuni, delle province, dei lavoratori forestali, delle associazioni e degli enti culturali e sociali, il problema dell’aeroporto di Birgi e le questioni legate al patto di stabilita’ dei comuni di Palermo e Catania.

Inoltre è stato deciso di sospendere ogni proceduta autorizzatoria di nuovi impianti eolici fino all’approvazione del piano di zonizzazione per installazione di fonti rinnovabili, da concludersi entro il 27 novembre di quest’anno. La giunta regionale ha anche deliberato l‘accordo di programma dell’area industriale di Termini Imerese, che consente l’utilizzo immediato di 150 milioni di euro per il rilancio produttivo dell’area. I progetti sono tutti esecutivi per cui immediatamente cantierabili.

Ma se il governo nelle stanze del Palazzo dell’Esa continua la propria attività, fuori si parla soprattutto del muro contro muro che vede opposti Crocetta al Pd. Il tema caldo è quello delle dimissioni degli assessori democratici e c’è già chi ipotizza che la giunta di Catania possa essere l’ultima per Luca Bianchi che ieri ha incontrato Bersani. “Reputo che oggi sia sbagliato chiedere a Bianchi di lasciare il suo posto alla vigilia del bilancio -dice Crocetta ai cronisti – per me deve rimanere, ma se la decisione è questa non lo legherò alla poltrona. Io mi auguro che restino tutti, non ho mai posto un problema politico attorno al loro operato. Spero che ci sia stabilità, perché nell’instabilità non si va avanti. Questi assessori erano stati concordati con il Pd, se c’erano delle riserve dovevano essere espresse sin dall’inizio, se adesso si vuole cambiarli dopo nove mesi di lavoro, bisogna farlo sulle verifiche del lavoro svolto”.

Crocetta ha anche ribadito di avere “concordato il mio rientro nel gruppo parlamentare del Partito Democratico, perché quello del Megafono ha raggiunto il numero legale. Sono pronto al confronto politico, ma non accetterò ordini o condizionamenti perentori”.
in serata mentre i SINDACI tornavano nei loro Comuni:



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