Comitini, nel Guinness World Record ?


sembra una battuta, ma pare che il piccolo Comunedi Comitini sia destinato ad entrare nel Guinness dei primati. nei giorni scorsi infatti abbiamo letto molto precedenti la piccola cittadina è tornata alla ribalta per l'Esempio negativo del clientelismo e della malapolitica italiana. Cosi  definito da Rachel Donadio giornalista del New York Times e a ruota libera da tutte le altre testate, trasmissioni radio e tv di stato. Già Michele Santoro si era occupato del caso, con l’inviata Dina Lauricella. Di certo non poteva mancare “La Casta” di Stella e Rizzo, e così “il Corriere della Sera” che nel suo ultimo articolo in prima pagina fece riferimento a Comitini per lo spropositato numero di serate-show offerte dall’Assessorato al Turismo.

pare che l'argomento sia molto piaciuto! ed ecco che alcuni organi di garanzia si stanno molto interessando sui costi del personale che vengono sostenuti al Comune di Comitini. troppi precari, troppi dirigenti in rapporto al numero degli abitanti e alle effettive esigenze del Comune.

l'argomento evolverà in soluzioni che ancora non ci sono note, ma domani sera avremo l'occasione di capirne qualcosa in più durante la trasmissione di PORTA A PORTA ... Berlusconi permettendo. buona visione.


per buona memoria trascrivo gli articoli richiamati:

NEW YORK TIMES: L’ITALIA AUSTERA? CONTROLLA IL TRAFFICO 

15 SETTEMBRE 2011 
POSTED IN: PRIMO PIANO, STAMPA & WEB
Di Rachel Donadio per The New York Times
Traduzione di Nadine Federici

 pubblicata da Difendi Comitini il giorno venerdì 16 settembre 2011 alle ore 11.18

Comitini, Italia – Con soli 960 abitanti ed una manciata di strade, questo piccolo Paese collinare fra le aride, solfuree colline della Sicilia meridionale non sembra avere problemi di traffico troppo importanti. Questo, però, non impedisce di avere uno un vigile a tempo pieno e otto ausiliari del traffico. Gli ausiliari, che guadagnano un rispettabile stipendio di 800 euro al mese (circa 1.100 Dollari) lavorando 20 ore alla settimana, sono, assieme ai 64 impiegati residenti della città di Comitini, il prodotto di un radicato sistema di posti di lavoro in cambio di voti,  pervasivo all’interno della Politica Italiana a tutti i livelli.
“Questi lavori, hanno mantenuto viva questa città”, dice Caterina Valenti, 41 anni, un ausiliario con indosso una pulita divisa blu che recentemente sedeva con altri due colleghi, tutti in servizio, a bere il caffè nel bar della città in un caldo pomeriggio. ”Vede, eccoci qui al bar, in questo modo sosteniamo l’economia”.
Ma ciò che salva Comitini è proprio quello che sta strangolando l’Italia e le altre economie in difficoltà in tutta Europa. La spesa pubblica ha fatto salire il debito pubblico fino al 120 per cento del prodotto interno lordo: la percentuale più alta nella zona euro dopo la Grecia. Nelle ultime settimane, le preoccupazioni sulla solvibilità dell’Italia e sulle Finanze traballanti di altre nazioni europee profondamente indebitate, hanno indebolito la fiducia dei mercati e diffuso paure circa la stabilità dello stesso euro. Mercoledì scorso, la Camera dei deputati d’Italia ha dato il via definitivo al pacchetto di austerità da 74 miliardi di dollari, volto ad eliminare il disavanzo di bilancio in Italia entro il 2013. Ma gli analisti dubitano che le misure – in primo luogo l’aumento delle tasse, ma anche i tagli agli aiuti ai governi locali, l’innalzamento dell’età pensionabile per le donne nel settore privato e il cambiamento del diritto del lavoro in Italia al fine di rendere più facile per le aziende assumere e licenziare – raggiunga il tanto pubblicizzato risparmio.
Molti dei tagli ai finanziamenti per gli enti locali potrebbero ancora essere contrattati fuori dei negoziati per il bilancio annuale che si terranno quest’anno, e da nessuna parte nella legislazione ci sono misure per ridurre gli stipendi o il numero dei dipendenti del settore pubblico, oltre l’80 per cento dei quali hanno un mandato a vita. Ma avrebbero perso alcune prestazioni pensionistiche, oltre al blocco delle assunzioni già in atto. I mercati finanziari sono rimasti taglienti, con i rendimenti sui bond italiani al livello di registrazione del 5,7 per cento all’asta questa settimana, prima di radunarsi un po’ dopo che il governo ha superato il voto di fiducia sulla manovra. Gli investitori restano scettici, però, temendo un possibile declassamento del rating italiano, che potrebbe trascinare ulteriormente verso il basso l’euro, e da parte del governo già si parla di introdurre ulteriori misure di austerità. “Ho grossi dubbi sul fatto che siano sufficienti”, dice Stefano Micossi, economista e direttore di Assonime, un gruppo Italiano di ricerca aziendale, in riferimento alla manovra. ”I meccanismi che hanno portato a tali spese, non sono cambiati”.
Il punto critico, ha aggiunto l’economista, è il settore pubblico. ”Il problema grosso è la pubblica amministrazione”, ha detto. ”E’ inefficiente e corrotta, ma la corruzione nasce nella politica e politici non vogliono cambiare”.
L’Italia è in lotta con debito pubblico, accumulato in una successione di governi democristiani, che hanno aiutato il paese ad uscire dalla povertà estrema dopo la Seconda Guerra Mondiale e a diventare la terza più grande economia industriale in Europa. Soprattutto nel sud Italia più povero, la Democrazia Cristiana ha messo milioni di persone sul libro paga dello Stato all’interno di un sistema di scambio di voti che molti dicono abbia persistito anche con il  Primo Ministro Silvio Berlusconi. Ildo ut des ha funzionato così a lungo che l’economia si è espansa, ma adesso è visto come una delle maggiori minacce alla solvibilità d’Italia. Nel 2009, l’anno più recente per cui i dati sono disponibili, si stima che 3,5 milioni di italiani stavano sul libro paga dello Stato su una forza lavoro di 23 milioni, secondo il ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione. Sotto il controllo di Berlusconi, la spesa pubblica – tra cui il costo della pubblica amministrazione e della difesa – è salita di più di 1000 miliardi di dollari nel 2010 da 753 milioni di dollari del 2000. Gli analisti attribuiscono alcuni degli aumenti all’introduzione dell’euro nel 2001 e all’aumento del costo della spesa pensionistica in una nazione che avrà presto più pensionati che lavoratori, nonché per gli impennanti costi delle cure sanitarie.
Ma dicono che tutto ciò derivi anche da accordi che Berlusconi avrebbe stretto con i politici potenti sia del nord che del sud al fine di ottenere i voti necessari per mantenere il suo governo. Questi voti significano che il governo è restio a fermare il flusso di denaro. Anche con le nuove misure di austerità, “Non hanno chiuso i rubinetti”, dice Micossi. Alcuni dicono che la mentalità di dare lavoro in cambio di voti derivi dal patrimonio feudale italiano. L’Italia era un mosaico di feudi in guerra prima dell’unificazione di 150 anni fa, e le reti personali sono spesso ancora viste come più potenti delle istituzioni stesse. Ancora oggi, il concetto è: “Capisco lo Stato se dà un beneficio alla mia persona, alla mia famiglia, ai miei affari,” ha dichiarato Luigi Musella, uno storico dell’Università di Napoli e autore di “Clientelismo”, che tratta del do ut des della politica italiana.
Da parte sua, Nino Contino, il sindaco di Comitini dal 2002, è orgoglioso di aver usato denaro pubblico per creare posti di lavoro. “So che 60 persone in una cittadina di 1.000 è un buon numero, sono molti”, dice Contino, 49 anni, in riferimento ai dipendenti della sua città. ”Ma se non li avessi lasciati lavorare, queste persone sarebbero dovute andare a lavorare in America. Queste sarebbero 60 persone con 60 famiglie in cerca di lavoro altrove”. “Inoltre”, ha aggiunto, “la città non li paga. È lo Stato e la regione che lo fa. Infatti, i dipendenti della città di Comitini sono pagati per il 90 per cento dal governo regionale e il 10 per cento dal Comune”. “A questa città non manca nulla”, ha aggiunto Contino, mostrando la biblioteca della città, con un’area giochi per bambini e una vasta collezione di libri di storia siciliana, tra cui un raro set da dieci volumi sulla “Storia del Feudalesimo”. Al piano superiore, un piccolo museo caratterizzato da frammenti di ceramica arabo-normanna e una mostra sulle vicine miniere di zolfo che davano lavoro a ben 10.000 persone prima che venissero chiuse fra il 1950 e il 1960, costringendo molti residenti di andare in pensione presto e gli altri ad emigrare. Oltre i suoi 960 abitanti, la città conta 3.000 emigranti registrati per votare lì, ha detto Contino, il cui lavoro principale è lo specialista nella riduzione della cellulite. Alcuni residenti sono preoccupati che le nuove misure di austerità significhino che i soldi per i dipendenti locali possano finire. Ma Contino ha detto che non è affatto preoccupato. ”Io non credo che ci sia alcun rischio. Qui, c’è una cultura del mantenimento dei posti di lavoro”, ha detto. ”La politica qui è relativa”, ha aggiunto. Ma i tagli alla spesa regionale nella manovra sono reali, anche se probabilmente ci vorranno anni per applicare le modifiche alle amministrazioni locali. ”Non possiamo toccare gli stipendi”, dice durante un’intervista telefonica Raffaele Lombardo, presidente della Regione Sicilia. “Ma ora è certo che le assunzioni saranno bloccate per molti anni”.
Intanto a Comitini, i residenti iniziano a raccogliersi nella piazza principale. Un membro del Consiglio comunale sta per sposarsi nella chiesa. Macchine ferme e parcheggiate sotto un cartello di “divieto di sosta”, mentre i loro conducenti saltano fuori per un caffè al bar. All’interno, la signora Valenti ei suoi colleghi hanno detto che non erano molto propensi a dare multe per il parcheggio. “Cerchiamo di evitare di dare multe”, ha detto. ”E’ una piccola città, e ci conosciamo tutti l’un dell’altro”.





Nota del Consigliere Comunale di Comitini Salvatore Bruno del 19 settembre:

Esempio negativo del clientelismo e della malapolitica italiana, cosi è stato definito Comitini, da Rachel Donadio giornalista del New York Times. A ruota libera tutte le altre testate, trasmissioni radio e tv di stato. Già Michele Santoro si era occupato del caso, con l’inviata Dina Lauricella. Di certo non poteva mancare “La Casta” di Stella e Rizzo, e così “il Corriere della Sera” che nel suo ultimo articolo in prima pagina fece riferimento a Comitini per lo spropositato numero di serate-show offerte dall’Assessorato al Turismo e che da li l’interessamento di un funzionario “amico” non ci fece mancare.
          Nessuno però è ancora riuscito a prendere il toro per le corna. Il Sindaco ha cercato di replicare, ma le argomentazioni portate sembrano inefficaci, fuori luogo e vantano una singolare “idea di cosa pubblica”. Il padre, intervistato per Annozero lo difese dicendo: Lui ha portato una cooperativa di sedici ragazzi…che adesso votano contro mio figlio però. Ci mangiano e votano contro a mio figlio. Per esempio c’era uno che ha detto, voto contro tuo figlio. Gli dico, ma tua moglie dove lavora? Chi si è interessato a portare tua moglie al Comune? Dice: tuo figlio, e io voto contro a tuo figlio. Cosa vuole che le dica…!”. Infatti, cosa dovrebbe dire il padre del sindaco!
          La verità è che la malapolitica e la malagestione ci hanno messi alla corde. Conoscendo il modus operandi della politica nostrana nessuna persona seria se la sentirebbe di obiettare. Non esistono ad oggi tesi valide per respingere l’attribuzione di tali fatti alla pratica del voto di scambio per come sostenuto dal NY Times. Quale razionale giustificazione poteva portare un sindaco a difesa dei propri lavoratori sapendo che le sanzioni amministrative per violazione delle norme in materia di circolazione stradale, accertati nel 2010 ammontano a 220 euro, mentre la previsione per il 2011 è di soli 500 euro. Come potrebbe mai difendere l’onore di questo paese e dei suoi dipendenti/cittadini se non è capace di imporre il raggiungimento degli obiettivi ai suoi dirigenti.
Un sindaco degno di tale nome, capace di fare gli interessi della collettività, di amministrare correttamente e nella trasparenza, avrebbe dovuto invece sbattere in faccia a tutti gli insigni giornalisti i risultati ottenuti con quel gran numero di dipendenti. Avrebbe dovuto difenderli con la verità e non con le bugie dalle gambe corte. Avrebbe dovuto essere fiero di portare i giornalisti, uno ad uno, sotto il sole cocente della nostra terra, a visitare i “luoghi” dove questi lavoratori si guadagnano lo stipendio. Purtroppo non ha potuto trovare fatti capaci di provarlo. Tantomeno argomentazioni serie capaci di tirarlo fuori da questo triste primato. Chi semina vento raccoglie tempesta, verrebbe da dire, ed infatti la Corte dei Conti che chiede da due anni di ridurre le spese per il personale dipendente, in risposta si è vista indire tre concorsi interni per progressione verticale (alla faccia probabilmente di Brunetta). E mentre l’organizzazione dei precari è volutamente disastrosa per far sì che i precari pesino perfino sulle coscienze dell’opinione pubblica, qualcuno ride e sguazza, li mette in cattiva luce, e la cosa più grave è che gli stessi non se ne sono ancora resi conto – “cosa possiamo fare” rispondono. In effetti non possono far nulla. Possono solo farsi gli affari propri e lasciare che chi li dovrebbe gestire prenda dai 400 € ai 700 € mensili (senza mai avere  il “parere” del nucleo di valutazione) 210 ore mensili di straordinario uno, progetti incentivanti che li esclude a priori per l’altro, concorsi interni per progressione verticale che concorrono inevitabilmente all’aumento delle spese per altri tre.
          Il problema è molto più serio di quanto si possa immaginare e aldilà del numero di dipendenti assunti con leggerezza, ma in forza di legge, è allora giusto cercare di risolvere il problema e fare in modo di trasformare questi “assistiti” (così sono stati definiti), in “lavoratori”. Forse così un sindaco non riuscirà facilmente ad essere eletto, ma almeno potrà dormire tranquillo la notte, sicuro di aver fatto del bene al proprio paese, ai propri cittadini, alla propria coscienza e sicuro che la stampa internazionale, le radio e le tv, sapendo di trovare un comune virtuoso, ci penserebbero due volte a venirlo ad accusare di essere, il peggior sindaco d’Italia. Nel frattempo tutti i servizi, i luoghi turistici, gli impianti sportivi, la palestra comunale e l’osservatorio astronomico rimarranno chiusi.

Salvatore Bruno
 

Posta un commento