martedì 7 aprile 2015

Venerdì Santo - canto dell'Ah,, sì versate lacrime!



canto eseguito dalla Banda Musicale di Joppolo Giancaxio e dal Coro Magnificat di Agrigento

domenica 5 aprile 2015

Venerdì Santo, don Franco ci ricorda nella sua omelia ad Agrigento

Venerdì Santo, Don Franco usa parole forti: "Non inquinate Agrigento"

Don Franco nel suo discorso ha usato parole forti, ricordando anche gli ultimi scandali che hanno colpito Agrigento. Povertà a malaffare, ma anche politica e immigrazione, l'arcivescovo di Agrigento ha mosso l'orgoglio del migliaio di agrigentini che lo hanno ascoltato
Federica Barbadoro 4 Aprile 2015
Si è mossa a piccoli passi la processione serale del venerdì Santo. Agrigento si è stretta in preghiera accompagnando il simulacro della Madonna Addolorata e l'urna di Gesù. Ad affacciarsi dalla chiesa San Domenico, per il consueto abbracci ai fedeli, don Franco che nel suo discorso ha usato parole forti, ricordando anche gli ultimi scandali che hanno colpito Agrigento. Povertà a malaffare, ma anche politica e immigrazione: l'arcivescovo di Agrigento ha mosso l'orgoglio del migliaio di agrigentini che lo hanno ascoltato.
Il testo integrale del discorso di don Franco
Gesù, «Mio Signore e mio Dio!» (Gv 20,28),
questa sera, accompagnandoti con la mia gente per le strade della nostra Agrigento, ho ripensato alle parole di Paolo che di te afferma che, da ricco, ti sei fatto povero per noi, perché noi divenissimo ricchi per mezzo della tua povertà (cfr 2Cor 8,9). Tu sai perciò cosa significa essere povero, per questo ti parlo sapendo che mi comprendi. Questo nostro tempo, Gesù, è tempo di povertà e di miseria: anche qui, nella mia terra agrigentina, ci sono molte madri e padri di famiglia che, scippati della loro speranza, sono precipitati in una crisi, che non è solo economica ma, come dice il Papa, è anche umana e umanitaria (cfr Evangelii gaudium, 55), cadendo in una disperazione spesso silenziosamente assordante; anche qui da noi, il primato del guadagno e la corsa all’accumulo scalza quello del lavoro, che invece garantisce pane e libertà, onore e dignità; anche qui ci si sente strozzati da una politica della quale si stenta a percepire il suo interesse per il bene di tutti: immobilista su problemi di vecchia data, è capace di correre veloce quando deve occuparsi di interessi di parte; qui, siamo colpiti dal vampirismo della mafia che, continuo a ribadirlo, non può andare d’accordo con il Vangelo e la devozione ai santi; anche qui, la viscida corruzione, rischia di riempire di sgradevole odore l’aria di questo territorio, inquinandolo con le velenose esalazioni della sua putrefazione; qui, come non ci si preoccupa di salvare le apparenze, così non fa problema percorrere le vie della disonestà: penso alla “carica delle 104”, punta dell’iceberg di un sistema di corrotti e corruttori?!